Non c’è Santo che tenga

Ieri è stata una giornata molto particolare per Roma e per la cristianità, anzi per il mondo cattolico; infatti in una messa celebrata da due Papi altri due pontefici sono stati canonizzati in quella che è già stata ribatezzata la Giornata dei Quattro Papi. Che impatto ha questo sul mondo, sull’Italia e sulla gente?

Parto diretto: io non credo in Dio, sono ateo convinto e l’unico barlume di fede la posso avere in un qualcosa che difficilmente può essere conciliato con regole, protocolli e cerimonie come ogni religione del mondo cerca di fare. Anche ammettendo la possibilità che un’entità creatrice possa esistere in una qualche forma iniziale, non credo che questa abbia potere di intervento sulle singole vite, sui singoli paesi o sui singoli pianeti. Probabilmente quello che noi chiamiamo Dio non è altro che la totalità dell’energia cosmica. Cioè tutto l’universo. Sempre ammesso che questo possa essere sempre chiamato Dio!

Se non ammettiamo l’esistenza della divinità perché dobbiamo cercare figure eroiche da elevare alla gloria degli altari e da sollevare nel Paradiso come Santi che facciano da tramite da noi, umani mortali, e quel Dio che, immortale e divino, potrebbe cambiare le sorti del nostro mondo? Questa domanda me la pongo perché i Santi non sono solo figure ecclesiastiche, anza spesso assumono contorni terreni, contingenti e persino politici, escono dagli argini della Chiesa e inondano quel terreno che è di tutti, credenti e non credenti, che altro non è che il suolo comune alle società umane. Quindi esistono due piani su cui leggere le canonizzazioni; un primo è quello strettamente religioso e fideistico, il secondo è quello politico, sociale e tangibile.

L’assurdità è che per santificare una persona si devono “collezionare miracoli”, un primo per diventare beato, un secondo per salire di grado a santo. Al netto della santità laica che le figure possono o meno aver già guadagnato nella loro vita terrena. I due Papi canonizzati ieri, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, sono stati essenzialmente grandi uomini politici prima che grandi pastori, ma la loro apoteosi è dovuta a miracoli avvenuti dopo la loro morte. Senza che nessuno abbia analizzato i loro pontificati in termini oggettivi e tangibili, cioè non sono stati i Papi ad esser stati canonizzati, ma le persone.

Ma al di là della fede religiosa, il mondo ha davvero bisogno ancora di idolatrare persone come esempio intoccabili e indiscutibili di vita?

Io credo profondamente di no, d’altronde i Papi possono sbagliare, possono cadere in tranelli politici, possono essere utilizzati da poteri poco trasparenti e soprattutto sono stati per secoli a capo di un’organizzazione che è anacronistica ed è ancorata a dei paletti ideologici che sono stati spazzati via già nel ‘500 da Martin Lutero. Credere in Dio è una cosa, credere in un uomo che diventa per elezione infallibile e può letteralmente fare e disfare quello che crede meglio su basi quantomeno discutibili è un’altra!

Nel mondo degli anni ’80 un Papa come Wojtyla era l’ideale per mettere in crisi il blocco comunista soprattutto in quei paesi, come la sua Polonia, a stragrande maggioranza cattolica, ma questo suo mai nascosto impegno anticomunista non portò ad un posizionamento della Chiesa contro tutti i regimi, anzi condusse ad un vero avvicinamento ed a una benedizione di quelle dittature, tipo cilene e centrosudamericane, che estirpavano anche con la violenza governi di sinistra eletti democraticamente.

Il Concilio Vaticano II di Papa Roncalli fu un gesto epocale, storico per la Chiesa di Roma, ma cosa portò in fondo? Ad una modernizzazione del cattolicesimo che a voler esser buoni e cari sfiora l’inutile! La messa non più in latino, cambiamenti formali, ma senza tentare cambiamenti sostanziali in nessun campo della vita dei fedeli, una vera e propria continuità nella tradizione travestita da Concilio del cambiamento. Lo stesso Roncalli scomunicò Fidel Castro, continuando quella tradizione di interventismo nella politica mondiale (e italiana) che, come dicevo prima, manteneva sempre una certa unidirezionalità anti-sinistra.

Ed allora mi chiedo ancora, servono davvero queste giornate della prostrazione verso personaggi storici che vengono adorati per quello che hanno fatto senza tener conto di quello che potevano fare o di quello che non hanno fatto? Quanti Santi servono per tenere unita la fede cattolica? Possibile che la fede si regga solo su questo? Tradizione e cecità. Fede e obbedienza. Tutto qua, niente di nuovo sotto al cupolone di San Pietro!

Anzi, qualcosa di nuovo c’è: è Papa Bergoglio, l’unico che sembra aver capito in quale dimensione la Chiesa debba muoversi nei tempi moderni! Altrimenti, per non perdere fedeli, sempre più dovranno esser coperti peccati e disobbedienze in maniera poco trasparente. E se così fosse mi sa proprio che non ci sarebbero Santi che tengono!

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