Maschi selvatici, checche isteriche e banane per tutti

Ormai l’hastag #SiamoTuttiScimmie è diventato virale e tutti ci sentiamo in dovere di farci vedere con una banana in mano per solidarietà con Dani Alves e tutte le vittime di razzismo dentro e fuori i campi di calcio, ma è possibile che nel nostro bel paese ci voglia un gesto compiuto in uno stadio per stuzzicare le nostre coscienze? Niente rende più tollerabile il gesto dello pseudotifoso del Villareal contro il terzino del Barça, ma quello che mi chiedo è come molte persone possano scandalizzarsi per questo e poi girarsi dall’altra parte quando il razzismo lo trovano quotidianamente sottocasa!

L’Italia resta il paese dei CIE e dei respingimenti, della legge Bossi-Fini e della Lega; ci siamo già dimenticati le tristissime sceneggiate di quest’ultimi verso il Ministro Kyenge? Basta la banana, un selfie ed un tweet e tutto viene archiviato? Tutti antirazzisti grazie a Dani Alves ed alla banana? Eh no cari miei, non credo proprio che questo basti! Anche perché il razzismo è una delle sfumature dell’odio verso il diverso, la xenofobia, che comprende tante altre piaghe sociali: l’omofobia, il sessismo e via discorrendo.

Solo pochi giorni fa nel Liceo Giulio Cesare di Roma la lettura di un brano tratto da “Sei come sei” di Melania Mazzucco ha scatenato un’assurda protesta sia da parte dei genitori degli studenti sia da parte dei fascistelli di Lotta Studentesca, che hanno tacciato il libro di pornografia, omosessualismo e potenziamento del movimento LGBT. Il libro parla di una ragazza cresciuta da due padri gay che però viene affidata ad uno zio quando, dopo la morte del suo padre naturale, il compagno non viene riconosciuto come genitore. Una storia che in Italia non è impossibile e che è incentrata sugli sberleffi e sulla sofferenza che la ragazza patisce nella sua crescita.

La manifestazione di Lotta Studentesca e di Rotta di Collisione (due sigle dell’universo fascistoide) si aprivano con striscioni tipo “Noi maschi selvatici, non checche isteriche” o “Emergenza omofollia” come se il problema centrale di questo paese fosse la narrazione e la storia di sofferenza scritta nel libro in questione. Addirittura associazioni provita e comitati di genitori hanno presentato esposti e querele contro l’iniziativa della scuola, che tra l’altro rientra in un ciclo di letture su argomenti molto diversi tra loro, nel tentativo di sottolineare come questa linea educativa fosse tesa ad una giustificazione di comportamenti non naturali e deviati.

La Scuola per fortuna ha fatto quadrato intorno ai docenti e tanta solidarietà è arrivata dal Comune di Roma, dalla Regione e da tante altre associazioni, ma come si capisce non possiamo tenere su piani diversi episodi di discriminazione e di intimidazione così pericolosi e così ricorrenti. La banana di Dani Alves, la scimmia usata come offesa contro la Kyenge, le offese dei leghisti a meridionali e africani, le botte ai gay, i suicidi per la vergogna di essere sé stessi, la paura di un coming-out, gli episodi di violenza domestica e la discriminazione dominante tra uomini e donne; sono tutti fenomeni  che derivano dalla stessa radice, la stupidità umana. E quella si cura con le banane, con la cultura e con tanto tanto polso fermo!

Non facciamoci piegare dagli stupidi e dai fascistelli! Contro ogni discriminazione, oggi e sempre!

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3 pensieri riguardo “Maschi selvatici, checche isteriche e banane per tutti

    1. In effetti la trovata della banana mi è sembrata una faciloneria fin da subito. Tutto bello quando è contro il razzismo, ma, come ho scritto, le sfide si combattono giorno per giorno anche in altri ambiti… Non solo mordendo una banana! 🙂

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