Il Dibattito di Firenze – La mia visione

Quattro candidati su cinque presenti, temi che spaziano dal ruolo della Commissione alla Politica estera europea, dall’immigrazione alle strategie per uscire dalla crisi, quello di Firenze è stato un dibattito molto interessante in vista delle elezioni del 25 Maggio ed è servito per proiettarci nella vera dimensione di questa consultazione cioè quella europea. Probabilmente non ha avuto il seguito che avrebbe meritato sui media italiani, visto che noi tendiamo ad affrontare ogni votazione con lo spirito di un sondaggio esclusivo sugli affari di casa nostra, ma le posizioni assunte dai quattro candidati andrebbero seguite con più attenzione e non dovremmo adeguarci sulla politica nazionale quando si parla di Europa, perché, non scordiamocelo, siamo solo uno dei 28 paesi dell’Unione!

Ecco una breve analisi divisa per temi affrontati ed una piccola pagella dei candidati dopo il dibattito di ieri:

Priorità

  • José Bové (Verdi): Lotta ai cambiamenti climatici, meno tecnocrazia e più politica.
  • Jean-Claude Juncker (Popolari-PPE): Riportare a casa le 300 ragazze nigeriane rapite e creare un’Europa più unita per avere più pace.
  • Martin Schulz (Socialisti-PSE): Lotta alla disoccupazione giovanile ed all’evasione fiscale.
  • Guy Verhofstadt (Liberali-ALDE): Lavoro, lavoro, lavoro.

Ruolo della Commissione e del Presidente

  • JB: Una Commissione al di sopra dei singoli interessi nazionali che prenda iniziative per l’Europa e non per l’individualismo dei 28 Stati membri.
  • JCJ: Commissione con poteri politici veri e con un programma politico per i cinque anni.
  • MS: Presidente deve uscire dai candidati su votazione del Parlamento. No a ingerenze dei Governi nazionali e più politica nella Commissione.
  • GV: Presidente che non chieda il permesso a Berlino, ma che crei una squadra politica più che una segreteria del Consiglio Europeo.

Bassa affluenza alle urne

  • JB: Dobbiamo mobilitarci per sconfiggere la paura. Difficile essere ottimisti oggi.
  • JCJ: Risultato va rispettato anche con la bassa affluenza.
  • MS: Risultato non verrebbe sconfessato da bassa affluenza, ma vanno intraprese altre vie per la partecipazione democratica.
  • GV: Dare un’alternativa alla Governance attuale per dare una visione del futuro ai cittadini.

Economia, crescita ed occupazione

  • JB: Grande progetto di cambiamento economico e genetico, tenendo conto del cambiamento climatico in corso.
  • JCJ: Risanamento finanziario, politiche per la crescita. Merca digitale europeo e completamento mercato interno.
  • MS: Combattere frodi ed evasioni fiscali per uscire dalla stretta creditizia e dare fiato a piccole e medie imprese.
  • GV: Disciplina finanziaria fondamentale. Nuova ondata di integrazione europea su energia, telecomunicazioni, digitale e servizi.

Risposte alla crisi

  • JB: Risposte sulle banche sbagliata. Sbagliato è stato delegare potere alla Troika senza un controllo democratico.
  • JCJ*: Non ci sono stati grossi errori da parte della Commissione, prima non avevamo strumenti, ora li abbiamo studiati e ce li abbiamo.
  • MS: Reazione iniziale accettabile per l’emergenza, errore è stato trasformare eccezione in regola.
  • GV: Lavorato bene, ma si doveva risolvere prima il problema delle banche.

* Juncker è stato a capo dell’EuroGruppo in questa legislatura europea, quindi è direttamente chiamato in causa sull’argomento.

Flessibilità del debito

  • JB: Giusto separare investimenti e spesa, ma dobbiamo fare investimenti collettivi in certi settori.
  • JCJ: No alla flessibilità. Gli impegni presi si rispettano e verranno rispettati.
  • MS: Non discutiamo il 3%, ma possiamo separare investimenti futuri da spesa corrente.
  • GV: No alla flessibilità. Più investimenti e nuove infrastrutture.

Politica Estera

  • JB: Europa deve avere una voce unica e forte, deve farsi sentire.
  • JCJ: Non vogliamo guerre, ma dobbiamo ribellarci alle violazioni del diritto internazionale.
  • MS: Dobbiamo trovare risposte diplomatiche, anche discutendo con la Russia. Sanzioni solo come estrema ratio.
  • GV: Sanzioni più forti contro la Russia, la cerchia di Putin ed i loro interessi economici.

Immigrazione

  • JB: Serve risposta sociale ai migranti perché tra vent’anni avremmo bisogno di gente che viene a lavorare in Europa.
  • JCJ: Organizzare solidarietà europea in maniera interconnessa per aiutare persone che chiedono asilo.
  • MS: Serve sistema contro la tratta dei migranti. Serve sistema legale per entrare in Europa: non tutti possono venire in Europa, ma tutti devono averne la possibilità.
  • GV: La popolazione invecchia e l’Europa ha bisogno dell’immigrazione. Mobilità europea e evitare lo shopping del welfare.

Conclusioni e Pagellone

  1. Martin Schulz: Il suo tono pacato e riflessivo non lo aiuta con un format cosi veloce e fatto di molti botta e risposta, inoltre aver completamente lasciato fuori dal dibattito temi come l’armonizzazione dei diritti civili non lo mette in grado di esporre al 100% il suo programma. Ma tutto considerato la posizione del PSE risulta la più convincente sia come analisi sia come proposta; in definitiva il programma socialista va nella direzione giusta, sempre sperando che si riesca a trovare una maggioranza solida intorno al tedesco. Voto 8
  2. Guy Verhofstadt: Il candidato liberale è bravo di fronte alle telecamere, si lascia trasportare in italiano nelle conclusioni e dimostra una grande conoscenza dei meccanismi comunitari. Non a caso era il candidato per la commissione sostenuto anche dal PSE nel 2009. Ha semmai qualche problema di contenuto dove, specialmente su temi economici, fatica a trovare le distanze dal PPE e da Juncker. Voto 7 con riserva sui temi non trattati.
  3. José Bové: il pittoresco leader storico dei verdi francesi ed europei non perde il suo temperamento e si dimostra combattivo su tutti i fronti. Nella loro posizione potrebbero soffrire la concorrenza della Lista Tsipras, ma con questi che non si fanno vedere, loro hanno buon gioco a sembrare i veri custodi dell’altra Europa. I temi posti sono reali e seri, ma le proposte devono derivare verso l’impossibile per differenziarsi da quelle di Schulz. E questo in definitiva penalizza il baffone. Voto 6
  4. Jean-Claude Juncker: Il cassiere di Barroso non può porsi che come il naturale successore del portoghese, ma mentre quello era stato scelto dietro le quinte, questo deve guadagnarsi i voti e metterci la faccia. Cosa che non gli riesce per niente bene. Dare per scontato che si debba fare cosi, perché è stato fatto cosi, serve per giustificare il lavoro già svolto, non per proporre qualcosa di nuovo. Certo, è la faccia dei popolari, non proprio quelli che sono paladini del cambiamento. In più personalmente Juncker ha l’appeal di un film muto in piena notte, non sfonda e non buca. Non è originale né sforna idee nuove. Insomma, a mio avviso, il vecchio che avanza. Voto 4.
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