Parole, promesse e terrore

Questa campagna elettorale sta degenerando e per fortuna sta per finire; domenica sera avremo molti spunti concreti sui quale poter fare analisi e sui quali potremo capire meglio il polso dell’Italia di oggi.

Di certo ci sono solo due cose:

  1. Solo dei creduloni cronici possono davvero essere convinti che nel caso di una vittoria del M5S il Governo Renzi si dimetterebbe insieme a Napolitano e loro sarebbero accolti come liberatori a Palazzo Chigi. Chi voterebbe loro la fiducia con solo 40 senatori e 104 deputati?
  2. Le conseguenze politiche invece saranno evidenti, perché da tutti gli schieramenti questo appuntamento è stato vissuto più come un sondaggio sull’esecutivo e sull’ascesa di Renzi che come un punto di svolta per la storia e l’integrazione europea.

Un’ulteriore riprova di questo sta nel fatto che solo il PD, Scelta Europea e la Lista Tsipras hanno fatto una campagna elettorale coinvolgendo i candidati alla presidenza della Commissione. Forza Italia ha praticamente remato contro alla sua famiglia europea, il PPE, ed al suo candidato, cioè Juncker, l’NCD è un oggetto misterioso e silenzioso, la Lega, Fratelli d’Italia e altre meteore di destra sono lì a blaterare di uscire dall’euro stringendo alleanze con Marine Le Pen, mentre Grillo non ha la minima intenzione di dire cosa farà una volta che avrà portato i suoi 20-25 cittadini a Bruxelles.

L’Unione Europea è un mostro complicato e non bastano una manciata di cittadini italiani incazzati che si mettano d’accordo con qualche spagnolo, portoghese e greco per rigirare tutta l’architettura comunitaria. Per questo è importante l’indicazione di un candidato per la Commissione; una maggioranza al Parlamento ed una Commissione di stampo fortemente politico avrebbero molta più probabilità di cambiare le cose che un singolo gruppo di parlamentari senza né bussola né direzione.

Ascoltando Grillo da Vespa e in vari comizi del suo VinciamoNoi Tour non ho capito assolutamente dove starebbero le divergenze dalle proposte che sta cercando di portare avanti il PSE, tanto che a Porta a Porta Beppe si è aperto ed ha detto che non vanno votati i 5 stelle per la differenza del programma, ma per la loro credibilità. Loro sono credibili, gli altri no. Semplice.

Berlusconi invece sta cercando appigli sul quale arrampicarsi al 20%, un traguardo che pensando ai fasti del passato sembra ridicolo per l’ex cavaliere, ma che probabilmente sarà di fondamentale importanza per le scelte strategiche di Forza Italia nel 2014-2015. Di certo Silvio non si cura dell’Europa, infatti spara a zero contro tutti i trattati possibili, contro l’euro e contro la Commissione Barroso che, non scordiamo, era a trazione popolare! Non è un caso che Juncker, candidato PPE, fosse il presidente dell’EuroGruppo. Da un lato spara contro le politiche di austerità, dall’altro, insieme al NCD, sarà uno dei sostenitori del proseguio di tali politiche.

La più grande accusa che viene fatta da più parti al PD, al PSE ed a Martin Schulz è che dopo le elezioni verranno fatte le larghe intese anche in Europa, cosi come in Italia e in Germania. D’altra parte, secondo una logica ferrea, Schulz è esponente SPD, la quale è coalizzata con la CDU e quindi per rifletto una Grosse Koalition PPE-PSE non ce la toglierebbe nessuno. Tutto deciso insomma, inutile votare quindi!

Praticamente sia il M5S che il CentroDestra stanno facendo terrorismo dicendo che tutto è già deciso, che è inutile votare per il PD perché tanto cosi si spreca solo il voto. Detto questo, anzi fatto capire questo, il contenuto delle proposte politiche diventa ininfluente e quasi inutile. Non c’è niente che debba esser proposto, esattamente come in Italia. La gente non deve votare per qualcosa, ma contro qualcuno. Questa è l’unica promessa che ha fatto Grillo: “O noi o loro!”.

Il vero problema è che anche gli altri attori sulla scena stanno scendendo su questo piano e da nessuna parte arrivano spunti di riflessione o proposte politicamente serie. Tanto, ripeto, l’impatto dei 73 deputati italiani sul totale di 751 non può che essere marginale se non è inquadrato in qualche famiglia europea di riferimento, per questo stiamo assistendo ad una tremenda campagna elettorale che è intrinsa di odio, violenza verbale e terrore.

Concludo dicendo che se nel Marzo 2013 ero convinto di poter prima o poi arrivare ad una convergenza de facto su singoli temi con i grillini, oggi vedo questa opzione come una pura utopia, perché ad oggi nella strategia del duo Grillo-Casaleggio i cattivi siamo noi del PD e primo tra tutti quel Civati che ha prima cercato un dialogo e poi ha proposto una bozza di collaborazione. Prendo atto che questo M5S non è interessato a collaborare, però che non vengano ad offenderci per il nostro voto o per le nostre preferenze. Perchè, cari miei, se uno vale uno, deve valere anche quando non è d’accordo con voi, visto che troppo spesso vedo che utilizzate due pesi e due misure.

E soprattutto che non dare importanza alle parole che dite!

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