Confini cancellati

Ormai ci siamo, vediamo a pochi giorni il traguardo delle elezioni europee, ma non passa giorno senza un’intervista o un comizio in cui da tutte le parti si giochi ad un pericoloso rilancio al buio sul destino dell’Italia, dell’Europa e dell’Italia in Europa.

Oggi anche Berlusconi dice che se vincesse Grillo si dovrebbe tornare al voto, ben sapendo che con un proporzionale puro alla Camera il suo misero 20% di voti diventerebbe fondamentale per formare un nuovo Governo di Larghe Intese. Berlusconi, nell’ultimo ventennio, ha abituato questo paese ad un continuo gioco tra il sacro ed il profano, giocando, scherzando, offendendo e superando in svariate occasioni quel limite di buona educazione che separa la lotta politica, anche dura, dalla pura cafoneria.

Se nella Prima Repubblica la lotta politica era molto ideologica e quindi non soffriva di grandi scossoni comunicativi, nella Seconda è avvenuto esattamente il contrario; le ideologie, bandite ed esiliate, sono state rimpiazzate dal potere della comunicazione, rappresentata eccellentemente dallo stesso Berlusconi. Solo un personaggio ha attraversato sia la Prima che la Seconda Repubblica e sta cercando di fondare la Terza su un nuovo tipo di comunicazione composto da web e insulti.

Passi il web e passi tutte le proposte di democrazia diretta o di partecipazione attiva, roba notevolmente positiva e condivisibile, ma il vero punto è se questi toni violenti ed aggressivi non siano già ampiamente oltre quel limite di cui parlavo sopra. Certo, Grillo si innesta su quella tradizione berlusconiana fatta da insulti verso gli avversari (coglioni, racchie, idioti) e su quella leghista verso gli stranieri e i meridionali (terroni, negri, mafiosi, mangiapane a tradimento) con uno stile già consolidato nella sua carriera da “comico” antisistema e sfrutta le debolezze delle istituzioni repubblicane per entrarvi con il solo scopo, candidamente ammesso, di distruggerle dall’interno.

Un leader de facto che chiama con nomiglioli come ebetino, rigor Montis, la Salma le più alte cariche dello Stato non commette reato (anche se…), ma supera senza ombra di dubbio quella sottile linea tra chi fa politica e chi è solo maleducato. Chiunque altro usasse quelle parole, quei toni, quei nomi verrebbe preso come un folle agitatore di popolo e poco più, invece Grillo è riuscito a riunire il “suo popolo” proprio con quelle parole d’ordine, esattamente come ha fatto Berlusconi per vent’anni con gli slogan sui magistrati corrotti e sulla sinistra comunista.

Ma Grillo non si è fermato qua, anzi ha giocato al raddoppio ed ha puntato tutto sull’inasprimento forte dei toni, essendo consapevole che il suo zoccolo duro non retrocede, comunque vada. Ed allora eccoci al “oltre Hitler”, ai “processi del popolo della rete” ed a tutte le parole fuori posto che Beppe ha lanciato dai palchi di questa campagna. Ogni palco è stato un show a sé stante, non organico a niente se non a conquistare qualche voto in quella città; a Napoli si è solidali con Genny a’Carogna, nel Nord-Est con i separatisti veneti, a Firenze ci si presenta come gli eredi di Berlinguer e via discorrendo.

Quando si carica a molla la situazione, pompando adrenalina nei serbatoi dei propri militanti si fa una cosa buona, ma questa enorme energia, nel caso del Movimento è indirizzata solo alla distruzione del sistema, così come è stata indirizzata verso gli interessi personali di Berlusconi negli ultimi 20 anni e delle sacche di potere nei 50 anni prima. Quando vedo che in maniera sistematica gli esponenti 5 stelle sparano alto e poi ritrattano per evitare querele, capisco che per certi versi sanno benissimo di essere al di là della linea minima di decenza, ma che è proprio per questo che riescono ad avere consenso.

Ma bisogna stare attenti perché quando c’è un Savonarola che urla e predica parole di violenza e di odio, può capitare che arrivi l’esaltato che prende per buono tutto e che mette in pratica quelle che magari vengono definite solo “metafore” dal leader. Renzi sparirà come Letta per mezzo della Lupara Bianca? E se qualcuno prendesse davvero un’arma?

Quel confine superato più volte da Berlusconi e definitivamente cancellato da Grillo è anche il limite oltre il quale non si sa se le parole contengano già in sé una violenza fisica in potenza o se semplicemente la precedano. Quando si parla di tribunali del popolo con votazione web riservata agli attivisti certificati del Movimento si sta piantando i semi del regime. Perché solo i regimi hanno tribunali del popolo speciali per politici, giornalisti e imprenditori.

Ma Beppe dovrebbe anche conoscere la storia e sapere che chi ha superato quel limite raramente poi ha fatto una bella fine: da Savonarola a Robespierre molti sono finiti con l’essere vittima della loro stessa creatura. Ed allora io mi chiedo perché oltre ale offese ed agli schiamazzi non si mettono giù du’proposte da poter fare insieme, anche domani!

Perché Civati è la mafia? No, caro Beppe, Civati, come altri, ti fanno paura perché sono riusciti a colpire nel segno le tue debolezze e tu come sempre non hai niente di meglio da offrire che insulti e sproloqui. Ed allora va bene cosi, tu tieniti gli insulti, che noi pensiamo al paese. Al di qua del confine, al di qua dei tuoi nomignoli.

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