La paura fa quaranta – Cap.1

Quaranta è il numero simbolo di queste Elezioni Europee 2014. Il PD è arrivato al 40% dei voti e l’astensione ha di poco superato tale soglia. Cos’è successo, cosa succederà e soprattutto chi ha davvero vinto (oltre al PD e Renzi) e chi ha perso.

Partecipazione: Noi italiani siamo abituati a cifre di partecipazione altissime, quando vediamo un’affluenza sotto al 75% ci sentiamo mancare e questo, a mio modo di vedere, è una gran cosa che dimostra gande attaccamento alla partecipazione democratica. Però pensare che solo 29 milioni di elettori su 59 abbiano votato ieri non sminuisce per niente il valore del voto, perché semplicemente se il voto è un diritto-dovere, anche non esercitarlo è un diritto. Certo il non votare può essere dovuto a tante cause, ma in fondo chi non vota poi non può lamentarsi; sceglie di non scegliere e in maniera indiretta aumenta il valore del voto di chi vota. Compito della politica è mantenere viva la fiamma della partecipazione, sapendo però che c’è un limite, molto personale, che non può essere superato.

Partito Democratico: Il PD di Renzi fà il botto, rompe gli argini e conquista tutto il campo del centro-sinistra. Lo fa con un balzo in avanti di 2 milioni e mezzo di voti in termini assoluti e del 15% in termini relativi. Un motto molto spesso ripetuto nella sezione di Rignano dice che “i voti si contano e non si pesano”, per dire che non importa da dove arrivano i voti, tanto alla fine sempre uno contano. La politica movimentista di Renzi premier ha creato molta speranza e molte aspettative nelle persone, per cui anche se il voto in sé non è un referendum sul Governo, dimostra che la gente si aspetta tanto da Matteo e dal PD in generale. Ci vogliono palle quadrate e gambe allenate, perché da oggi si deve iniziare a pedalare sul serio!

Movimento 5 Stelle: Hanno perso? Si, senza dubbio. Hanno perso per l’arroganza dei loro leader che ha voluto alzare l’asticella così in alto da renderla inavvicinabile; hanno perso per la mancanza di proposta politica e per la violenza verbale nei confronti di tutti gli avversari, ma soprattutto sono stati sconfitti avendo perso quasi 3 milioni di voti in meno di un anno. Voti tornati al PD? Non credo. Sospetto piuttosto che molti siano tornati a non votare, delusi dalle occasioni perse dal Movimento in quest’anno in Parlamento. Ha perso Grillo ed ha perso Casaleggio, profeti di una rivoluzione che non si materializza e nel contempo mette sotto ghiaccio molte buone idee che il popolo pentastellato continua a proporre. Solo se si liberassero di loro due, ormai diventati zavorra, potrebbero veramente maturare e fare qualcosa di buono.

Forza Italia: Se il limite minimo era il 20% allora siamo lontani dalla sufficienza. Il 17% scarso di Berlusconi riporta la destra italiana alla sua frammentazione ante-PdL e soprattutto sottolinea l’enorme scollamento tra la cerchia magica di Silvio e quelli che, sapendo fare politica, aspettano solo che il padre padrone lasci per subentrare al suo posto. Quando vedo che Fitto doppia Toti come preferenze capisco che ormai l’endorsement di Berlusconi non è più un’arma vincente come era dieci o quindici anni fa. Ormai siamo in piena parabola discendente e solo con un’opera di collage di tutti i pezzi la destra può pensare di essere competitiva.

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