Grillo, col bene che ti voglio…

È senza dubbio curioso vedere l’inversione di rotta della banda grillina; dopo un anno passato a insultare tutti e a cacciare chi proponeva un possibile dialogo ora si scopre che proprio lui, il capo, il megafono, il portavoce maximo inizia a vacillare ed a pensare che in fondo forse su qualcosa con il PD e con Renzi si può anche discutere.

Chissà cosa penseranno ora i vari Orellana e company dell’apertura verso chi è stato legittimato dai brogli (se c’è ancora logica in quello che uno scrive si desume questo dal blog di Grillo)? E soprattutto chissà come la penserà la base della rete? Dopo decine di senatori espulsi per una parola fuori posto arriva Grillo e, bum bum, cambia tutto in un amen. Poi ancora credono che uno vale uno. Si ed io sono Napoleone!

Forse è solo un’apertura tattica per smascherare la vera posizione di Renzi sulle riforme, forse è solo un modo per non essere tagliati fuori dai giochi proprio quando conta e quando le elezioni sembrano allontanarsi di anni, ma in entrambi i casi mi chiedo se questa scelta, legittima per carità, sia stata condivisa oppure sia stata decisa da pochi eletti molto vicini al capo. Anche perché buttarsi così sul tavolo delle riforme, sempre partendo dalla posizione per cui la loro proposta è migliore e quindi deve essere la base di partenza, non è proprio un bel modo per dialogare con gli altri. Ma lo sappiamo bene; la simpatia a Grillo non interessa, lui ragiona sempre come se avesse la verità assoluta in tasca per cui o si ama o si odia, non esistono mezze misure. Mai.

Le riforme, che piaccia o meno, si fanno con il più ampio consenso possibile e  quindi tutti sono invitati al tavolo, ma nessuno può dire a qualcuno di alzarsi e andarsene, altrimenti non si è capito lo spirito e si rischia lo stesso errore che fa Renzi nel sottovalutare i maldipancia dentro il PD. Inoltre la riforma elettorale nata dall’incontro del Nazareno è subordinata al riordino istituzionale e quindi è impensabile arrivare e gettare sul tavolo una “nuova” proposta solo elettorale senza dialogare anche sull’altro fronte. Sa troppo di tatticismo. E si sente il puzzo lontano chilometri!

Per questo l’incontro Renzi-Grillo è importante, ma così com’è pensato nelle teste pentastellate rischia di diventare solo un nuovo motivo per cui il PD torni a incarnare il male che sceglie Berlusconi invece di loro. Non si può chiedere di scegliersi l’avversario con cui scontrarsi, ma si è obbligati a scrivere le regole con lui, questa è la base di ogni democrazia. Su questo non penso si possa trattare.

Allora caro Beppe e cari grillini, sotterrate l’ascia di guerra e smettetela di considerarvi superiori; venite a parlare e a discutere con le vostre idee, molte delle quali sono veramente apprezzabili, cercate di trattare e cercate di scrivere regole migliori per voi, per noi e per tutti quanti. Perché solo con regole eque e giuste si può salvare la democrazia, solo con il dialogo e con il confronto si fa veramente politica. Senza mai rinunciare a parlare con gli altri, compagni o avversari che siano; solo chi rinuncia prima di provarci ha già perso. E voi l’avete fatto per più di un anno e sappiamo benissio che avete perso. Vi aspettiamo!

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