La Sinistra e la mitosi

La mitosi in biologia è quel processo per cui una cellula si riproduce duplicandosi e dividendosi dopo aver accumulato materiale sufficiente per dare vita ad una copia di sé; prima c’è la fase di preparazione e di accumulazione, poi la scissione e la divisione. Nella sinistra italiana invece sembra che le divisioni arrivino sempre senza una crescita e sempre dopo un risultato elettorale o congressuale discutibile. E portano ad un indebolimento progressivo, ma inarrestabile, delle posizioni a sinistra del PD.

Il Congresso di SEL in cui si è scelto di non aderire al PSE, ma di restare alternativi al PD ed al socialismo europeo ha segnato un passaggio molto delicato ed ha causato molti malumori, seguiti poi dalla scelta di entrare nella Lista Tsipras di cui, senza dubbio, il partito vendoliano è stato motore sul territorio e volante sia culturale che politico. Il sostanziale accrocchio fatto sulle candidature per cui poi chi è stato eletto si doveva dimettere, ma non l’ha fatto e quindi ha fatto saltare l’intero banco, è stato l’ultimo surreale episodio dei tentativi di rimettere insieme i vari pezzi di sinistra che schizzano come particelle impazzite sotto moto browniano.

Oltre a Sel a sinistra del PD ci sono Rifondazione Comunista, i Verdi, i Green Italia, Lotta Comunista, il Partito Comunista, il Partito Comunista dei Lavoratori ed il Partito dei Comunisti Italiani, il Partito Marxista-Leninista Italiano, il Partito di Alternatica Comunista, il Partito Socialista Democratico Italiano, i Radicali senza contare il PSI che entra nelle istituzioni ormai come organismo in simbiosi con il PD.

Fare lotta politica di posizione e di opinione è una cosa sacrosanta e nessuno, io per primo, può arrogarsi il diritto di dire che non è giusto dire o fare certe scelte, ma almeno un sorriso può essere consentito quando si legge di liste nate appositamente per superare un quorum che esplodono un attimo dopo per screzi di posizione o per “dettagli” di linea politica. Forse proprio questo scoglio è stato il più difficile da digerire quando è nato il PD e quando nessuno si sarebbe aspettato un futuro liberista per la sinistra italiana, ma nessuno oggi nel PD ha voglia di scindersi o di andarsene semplicemente perché il PD va oltre le battaglie del quotidiano e supera quelli che sono i personalismi in campo in questo momento.

A sinistra serviva questa visione; un progetto comune che tenesse presente che non ci si unisce solo in vista delle urne, ma lo si fa con un orizzonte più ampio ed una tempistica di più ampio respiro. Solo con il rispetto dei risultati congressuali e con percorsi di reciproco rispetto si può mettere in campo un progetto di lungo periodo, cioè quello che è mancato dal 2007 ad oggi.

Altrimenti la strada diventa segnata e sempre più dirigenti, iscritti ed elettori preferiranno essere minoranza nel PD che in SEL o nella Lista Tsipras. La mitosi, scissione, transumanza è un processo che non si può fermare con le sole parole, ma che va capito e su cui devono essere impostati ragionamenti molto più profondi. Poi, logico, capisco esattamente che scindersi può voler dire sparire e questo può far paura, ma la paura deve essere un incentivo a cambiar marcia e cambiar passo. Altrimenti le sigle si moltiplicano ed i voti si dimezzano, esattamente al contrario di quello che succede nella mitosi!

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