Immunità para todos

La strada delle riforme è sempre in salita, più si entra nel dettaglio e più la proposta del Governo risulta arraffazzonata e priva di un collante che la tenga insieme; ogni sua parte sembra pensata “a sé” e non pare in nessun modo esser parte di un disegno organico di riforma dello Stato.

L’ultima grana arrivata sul tavolo su cui si gioca questa partita è l’immunità parlamentare: abolirla o mantenerla? Se si mantiene a chi va concessa? Ai deputati solamente o anche ai membri del nuovo Senato? Possibile che nessuno abbia pensato che non si possa creare disparità tra deputati e senatori e che, ugualmente, non si possa farne tra sindaci e amministratori locali che verranno o meno nominati del “Senato delle Autonomie”?

Faccio un paio di considerazioni:

  1. L’immunità parlamentare ha le sue basi logiche nel fatto che un deputato possa essere accusato e quindi indagato per scopi politici; coprendo i parlamentari con l’immunità si è sempre pensato di togliere un’arma agli avversari politici. C’è comunque da dire che molti scandali italiani non hanno investito parlamentari, ma amministratori locali o membri dell’esecutivo. Una via di mezzo potrebbe essere quella di proteggere i parlamentari dai reati d’opinione e lasciare strade più facili da percorrere per la magistratura, magari lasciando in maniera esclusica il compito di accusare i parlamentari proprio ai magistrati e mantenendo l’immunità verso le accuse di privati cittadini.
  2. Se la maggior parte dei problemi giudiziari-politici ricade sugli amministratori locali e specialmente su quelli che, per compito, gestiscono molti soldi pubblici, cioè Sindaci di grandi città e presidenti di Regione. Nel progetto di riforma del Senato sarebbero proprio loro a sedere, con un doppio incarico, nella Camera Alta delle Autonomie e quindi a poter ricevere l’immunità senza nemmeno esser stati eletti. Praticamente si potrebbe arrivare ad avere un Sindaco che è anche Presidente di Città Metropolitana e siede al Senato con immunità e potere di espressione su materie delicate come in ambito costituzionale o istituzionale.
  3. È lapalissiano che i membri del nuovo Senato, seppur senza molti poteri, dovranno essere giroforza considerati sullo stesso piano dei loro colleghi deputati, altrimenti non avremo solo un “circolo dopolavoro” per Sindaci, ma lo avremmo anche reso incostituzionale e illogico. Se questa è la soluzione allora meglio abolirlo del tutto e restare con la sola Camera dei Deputati, cosa che ci porterebbe ad un monocameralismo raro per le democrazie occidentali, ma di certo possibile nel paese dove tutto è possibile!

Ora vediamo se si continuerà con la logica del non vedo, non sento, non parlo e voglio solo avere i voti o se, finalmente, riusciremo a metterci tutti quanti insieme a sedere ed a pensare ad una riforma organica e sistemica del Senato, delle Istituzioni e del mondo politico. Altrimenti continuiamo cosi e riusciremo nell’impossibile: fare una riforma mostruosa che farà schifo a tutti!

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