Violenza chiama Violenza

Naftali Fraenkel, Gilad Shaar e Eyal Yifrah sono i tre ragazzi israeliani morti nei territori occupati il cui corpo è stato ritrovato nei dintorni di Hebron; sono stati uccisi da palestinesi anche se il loro omicidio non è stato rivendicato, ma questo è bastato per far scattare la violenta rappresaglia di Israele sui territori e sulla striscia di Gaza.

È evidente che la morte di tre adolescenti non può mai esser giustificata, ma in ugual modo non dovrebbe esser la causa per alimentare ulteriore violenza, che, specie in Medio Oriente, chiama sempre altra violenza. La situazione è tanto drammatica quanto surreale, infatti gli israeliani concedono la doppia cittadinanza a molti ebrei nel mondo e cercano con tutti gli incentivi possibili di farli andare a vivere nelle colonie dentro alla Cisgiordania, rosicando un pezzo alla volta il territorio palestinese. Uno dei tre ragazzi si era trasferito da New York con la famiglia per andare ad occupare un pezzo di Palestina!

In più i palestinesi vivono da decenni in campi profughi o, nella migliore ipotesi, come stranieri a casa loro; perfino quando sono cittadini israeliani sono costretti a vivere con limitazioni e sotto mille controlli. Questa situazione è chiaramente molto vicina all’apartheid sudafricano, solo che nessuno (o molti pochi) sembrano sdegnarsi per la condizioni inumana in cui vivono i palestinesi. In più il riavvicinamento tra le due anime dell’OLP (Al-Fatah e Hamas) non è per niente piaciuta al governo di Tel Aviv il quale ha sempre considerato Hamas niente più che un gruppo terroristico. L’omicidio dei tre poveri ragazzi è stato usato come pretesto per una reazione che ha portato al bombardamento di Gaza; se questa è una reazione “proporzionata” lo è solo ai veri obiettivi israeliani e non alla morte dei tre giovani coloni!

Pochi mesi fa un video della CNN mostrò un cecchino israeliano che uccideva a sangue freddo e senza motivo un ragazzo palestinese, quel soldato non è mai stato trovato né l’esercito si è scusato, anzi è stato perfino detto che la colpa sarebbe stata della madre irresponsabile che avrebbe lasciato andar fuori il figlio tra i cecchini a rischio della vita. Se questo ha un senso in questo mondo allora mi sento molto disorientato!

E dopo le occupazioni, le violenze, i sorpusi, le bombe, gli omicidi e la segregazione come reagiscono i palestinesi? Con gli aerei e i carri armati? No, protestano e lanciano sassi e questo comporta nuovamente la violenta reazione dello Stato d’Israele; è un circolo vizioso in cui ogni cosa porta sempre alle stesse conclusioni e lascia sempre più pensare che la pace non sia assolutamente la priorità per il Governo Netanyahu. Se una pace è cercata da Tel Aviv è la pace fondata sulla distruzione della Palestina e dei palestinesi, che chiaramente a loro volta non vogliono essere spazzati via e si oppongono, resistono e combattono come possono.

E di nuovo violenza chiama violenza e la spirale non si ferma mai e sempre più uomini, donne e ragazzi rimangono uccisi in questa follia scoprendo che poi, distesi in una bara, siamo tutti uguali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...