Law & Order

E così la Corte d’Appello ha riconosciuto Berlusconi innocente sia della concussione che dell’induzione alla prostituzione minorile nel caso Ruby e ha cancellato di netto la condanna a sette anni che la Corte di 1° grado aveva inflitto all’ex-Cavaliere. Bene, le sentenze vanno sempre rispettate se si crede nelle regole base del vivere insieme, dunque com’è possibile che una sentenza di colpevolezza piena diventi un’assoluzione perché il fatto non sussiste in secondo grado?

Senza dubbio molte prove cruciale usate dalla Corte d’Assise sono state dichiarate inammissibili in Appello e quindi le fondamenta stesse dell’impianto accusatorio sono state minate profondamente; le intercettazioni su cui si fondava l’accusa di concussione per costrizione sono state rigettate, ma sembrava assodato che la telefonata di Berlusconi alla Questura fosse avvenuta e che, anche se per induzione, una forma di concussione sui funzionari di Polizia fosse avvenuta per far affidare Ruby a Nicole Minetti.

È chiaro che il processo di grado superiore non possa e non debba tener conto della sentenza di grado inferiore, ma debba rifare il processo ex-novo, senza pregiudizi o preconcetti, ma sembra molto distante dalla logica che lo stesso procedimento porti a due sentenze diametralmente opposte. Ma il vero punto è un altro; cioè che le sentenze si rispettano sempre e che non si deve colpevolizzare la magistratura per la mancata condanna di Berlusconi, come se fosse quello il loro lavoro da compiere.

Nei vent’anni berlusconiani ci siamo fatti convincere che la magistratura stesse attivamente facendo politica intervenendo contro i partiti e loro leader, abbiamo issato molti magistrati al ruolo di paladini anti-Silvio sperando che una sua condanna lo facesse sparire dalla scena politica e per questo poi ci siamo incazzati quando non sono riusciti nel loro “compito” né tramite la legge né tramite il loro impegno diretto in politica. Da Di Pietro fino a Ingroia abbiamo iconizzato la figura del PM che lotta contro i furbetti capeggiati da Berlusconi e che cerca di sconfiggerlo definitivamente a colpi di sentenze, quando non abbiamo mai realizzato che l’unico vero modo per superare questi venti anni è quello di sconfiggere Silvio alle urne e surclassarlo politicamente.

Dopo la sentenza per la frode fiscale ci eravamo già sognati Berlusconi con la tenuta a righe, la palla al piede a spaccare rocce su qualche isola dispersa della Sardegna; invece l’affidamento in prova ai servizi sociali, la libertà di movimento e la conseguente possibilità di fare de facto il leader di Forza Italia ci ha aperto gli occhi sul fatto che, ancora una volta, Silvio non era politicamente morto.

Ora a maggior ragione i suoi torneranno alla carica sulla persecuzione che lo attanaglia, sulla magistratura che lo vuole eliminare e sulla sua grandezza politica ed umana; noi, dal canto nostro, ci abbiamo fatto un patto segreto e lo consideriamo l’interlocutore primo del nostro tavolo sulle riforme, cosa che lo eleva ancora più verso i grandi della Nazione e che lo giustifica in un’eventuale richiesta di grazia. Ma tranquilli, nessuno chiederà la grazia per lui in quanto sarebbe un’ammissione di colpevolezza, ma molti faranno pressione per far sembrare sempre più una sentenza politica quella sulla frode fiscale.

Cosa fare allora oggi? Beh, prima di tutto, lo ripeto, rispettare le sentenze sempre e comunque per non dar loro mai un valore politico, poi considerare Forza Italia (e non Berlusconi) come una forza d’opposizione al Governo che deve essere coinvolta nelle riforme, ma che non dovrebbe dettare le condizioni a nessuno e infine separare bene, nella base e nella dirigenza, la differenza tra fare politica e fare chiacchere da bar. Perché è inutile pensare alla mancata condanna sul caso Ruby se poi non si riesce a staccare la nostra idea di Italia dalla sua!

Non aspettiamo che sia una procura a marginalizzare Berlusconi, perché questo è proprio quello che il suo popolo vuole; al contrario dobbiamo essere noi a metterli all’angolo con proposte e con riforme epocali che facciano di Berlusconi una pagina di storia passata. Ma dobbiamo essere noi a volerlo e a farlo! Non i magistrati!

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