E ghigliottina fu

Era prevedibile, per qualcuno quasi auspicabile ed alla fine la Conferenza dei Capigruppi del Senato ha deciso: il ddl Boschi sulla riforma costituzionale sarà votato entro e non oltre l’8 Agosto, senza considerare a che punto sarà arrivata la discussione. Senza dubbio gli oltr 8000 emendamenti delle opposizioni hanno inasprito il clima a Palazzo Madama e non hanno certamente aiutato un possibile dialogo tra maggioranza e minoranza, anche se non credo proprio che il Governo fosse nel mood giusto per dialogare con chicchessia.

Ecco dunque i fatti secondo la mia personale opinione:

  1. Voglia di Riforma: Sacrosanta voglia di riformare questo paese! Che questa Legislatura nata storta riesca a rivoltare l’Italia come un calzino è la speranza che tutti noi, democratici e non, coviamo fin dall’insediamento del Governo Renzi, ma quando alla voglia di riforme si sovrappone l’imposizione di quali fare e come farle credo si passi un confine sottile tra i buoni propositi e i cattivi comportamenti.
  2. Costituzione: Si parla della Carta Fondamentale della nostra Repubblica e, di conseguenza, del bilanciamento dei poteri tra il legislativo, l’esecutivo ed il giudiziario. In questi casi il compito, credo io, del Governo è quello di aprire la partita dando il là in maniera metodologica al discorso, senza però entrare a piedi uniti nel ragionamento puntuale, cosa che penso debba essere riservata al Parlamento e non all’esecutivo.
  3. Legittimità: In questo momento chi è legittimato a modificare la Costituzione? Il Parlamento risultato dalle Politiche 2013 o il Governo Renzi che non è stato eletto da nessuno e che vive di riflesso sul 41% delle Europee 2014? Beh credo che non ci voglia un esperto costituzionalista per affermare che sono le due Camere ad avere sempre una legittimità nel legiferare, mentre il quarto governo non eletto non possa basarsi sul risultato ottenuto in una consultazione, importantissima quanto parziale, che in ogni caso non ha dato la maggioranza assoluta a nessuno.
  4. Entriamo nel dettaglio: La prima bozza Boschi era un troiaio di proporzioni apocalittiche; da quel primo tentativo nato dopo il Patto del Nazareno siamo arrivati ad una bozza definitiva approdata al Senato e consegnata ai relatori Calderoli e Finocchiaro, questo DDL poteva essere discusso nel merito in commissione dove poteva nascere davvero una riforma condivisa da tutti, invece, su indicazione del Premier-Segretario, i dissidenti interni al PD sono stati silurati per non aver problemi numerici e per arrivare velocemente all’approvazione. Ma allora se ci sono dubbi e perplessità su molti punti della riforma, perché la commissione non ha potuto sviscerare ogni articolo del DDL e discuterlo con calma e serenità? Forse perché, al netto dell’apparenza, questa riforma è condivisa solo da Renzi e da Berlusconi?
  5. Massa, velocità e contenuti: La velocità è sempre stata l’arma di Renzi, ma adesso perché tutta questa fretta se poi presenta un programma di legislatura incentrato su mille altre cose? Da un lato si ventilano elezioni in caso di fallimento delle riforme, dall’altro si progetta cosa fare da qua al 2018; io da democratico gradirei che il mio segretario restasse al Governo il più a lungo possibile pensando ai tanti problemi del nostro paese, ma che lasciasse ai deputati e ai senatori il compito di riscrivere la Costituzione. Certo è che Renzi, conoscendo bene la relatività, sa bene che la massa di cosa fa e dice assume aspetti diversi a seconda della velocità con cui riesce a farlo, questo è ciò che rende l’ex Sindaco di Firenze unico nel panorama politico in quanto è l’unico che preferisce fare male velocemente, che bene ma con calma! Ma quando si parla della Costituzione non si dovrebbe agire come negli altri casi, si dovrebbe al contrario indossare guanti bianchi e muoversi con enorme cautela e calma, cosa molto difficile per Renzi!
  6. L’Esempio di Silvio: Nel 2005 l’ultimo tentativo di riforma costituzionale firmato Berlusconi naufragò alla prova del Referendum confermativo, ma prima aveva superato di slancio le quattro letture parlamentari senza mai che fosse utilizzato lo strumento del contingentamento dei tempi. Ci furono centiania di sedute dedicate alle letture e migliaia di emendamenti ad ogni passaggio, ma mai la maggioranza si sognò di tagliare i tempi della discussione! Stavolta dopo nemmeno due sedute è già scattata la tagliola! E pensare che due giorni fa è stato votato un calendario per lavori ogni giorno dalle 9 alle 24… Tu chiamala se vuoi pazienza! E siamo peggio di Silvio!
  7. Referendum: se Madame Boschi pensa di poter lavare ogni stortura concedendo un referendum sbaglia almeno tre volte; la prima perché non spetta né a lei né a Renzi decidere se fare la consultazione. Il referendum c’è se nel secondo passaggio parlamentare la riforma non viene approvata con i due terzi, altrimenti non c’è discussione…il referendum non si svolge (art.138 – comma 4)! La seconda volta Maria Elena sbaglia perché non capisce che il suo compito dovrebbe essere unire e non dividere i gruppi parlamentari, mentre la terza sbaglia perché non si rende conto che il suo DDL verrà clamorosamente abbattuto dal referendum che dice di volere ad ogni modo

Conclusioni: Stasera sono triste ed abbattuto perché la nostra Costituzione sta andando incontro ad una modifica sostanziale che non avrà un degno dibattito parlamentare a precederla. Se il DDL Boschi andrà in porto avremo un gran troiaio di riforma e il nostro equilibrio democratico sarà meno forte e più soggetto agli uomini forti, se invece questo processo naufragherà al Senato, alla Camera o in un eventuale referendum allora sarà perfino peggio perché avremo sprecato l’ennesima occasione per cambiare questo paese. Quindi, anche senza tagliola, la situazione è triste, con la ghigliottina poi invece diventa una vera e propria commedia dell’assurdo!

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