Nel frattempo arriva il TISA

Il 19 Giugno WikiLeaks ha reso pubblico la bozza di accordo sulla liberalizzazione dei servizi finanziari, nota come TISA (trade in services agreement) e L’Espresso ha pubblicato questo bell’articolo a riguardo. La prima stranezza è questa bozza viene considerata classificata e si stabilisce in modo chiaro che debba essere desecretata solo dopo 5 anni dall’entrata in vigore dell’accordo o, in caso di fallimento, dalla fine delle trattative; già questo è molto inquietante perché se la TISA è parte degli accordi gestiti dal WTO sul commercio mondiale, i servizi rappresentano il 70% del PIL mondiale e sono senza dubbio il principale campo economico nei paesi del Nord del Mondo.

Questa enorme ricchezza è concentrata in banche, assicurazioni e compagnie finanziarie che, logicamente, si muovono come lobby cercando di ottenere gli accordi per loro più convenienti, cioè cercando di tagliare il pubblico più ai margini possibile per avere più spazio per le loro acrobazie finanziarie che, come tutti sappiano, sono la causa principale della crisi che ancora ci strangola. Ma non è tutto qua; infatti il TISA è il primo frutto di trattative segrete tra stati al di sopra del WTO che segue al fallimento del cosiddetto Doha Round, cioè un primo tentativo di accordo che però fu interrotto proprio dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008.

I servizi di cui parliamo sono quelli che molti stati, specialmente europei, considerano fondamentali, cioè la sanità, l’istruzione, i trasporti e simili, ma che proprio per il loro essere indispensabili sono un pozzo senza fondo di risorse pubbliche da poter essere succhiate dai vampiri della finanza mondiale. Soldi che le stesse banche hanno già ricevuto a pioggia per evitare i fallimenti, ma che hanno evitato accuratamente di riversare sulle imprese e sui cittadini portando al blocco del credito.

Il TISA è un modo del mondo della finanza per bypassare i tentativi di regolamentare il mercato finanziario globale con controlli necessari per evitare, se sarà possibile, il ripetersi di una crisi come quella del 2008; il WTO nacque nel 1995 con lo scopo di governare a livello mondiale la politica iperliberista della deregulation e portare il Mondo intero nell’era della globalizzazione, ma oggi, che abbiamo visto i limiti ed i pericoli di questa politica economica, le lobby non possono più aspettare la politica ufficiale e quindi agiscono “behind our backs” per ottenere quel che vogliono.

Anche il sistema per cui noi paesi membri dell’Unione Europea ci si presenti con un’unica voce a queste trattative non serve altro che a limitare i possibili dissensi verso questa linea politico-economica sempre più filoamericana e iperliberista. Ma fare scelte politiche vuol dire avere la possibilità di dire no e di proporre altre strade, sempre che certe trattative vengano svolte in maniera trasparente e pubblica, altrimenti rischiamo solamente di trovarci un nuovo trattato tra capo e collo senza alcuna possibilità di discuterlo o di accettarlo.

Quindi teniamo gli occhi aperti e le orecchie dritte, altrimenti ci troveremo con il TISA senza manco sapere cosa sia!

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