Tre anni dopo Utøya, l’impegno della democrazia

Bell’articolo su Utoya e sulla civiltà norvegese… Pensando che nemmeno due settimane dopo ero li, costeggiando il lago e guardando quell’isola…

Giovani Democratici - Federazione di Novara

L'isola di Utoya L’isola di Utoya

«È stata una scena terrificante.
Quel poliziotto che urlava “venite più vicini”, poi gli spari, il sangue, le grida “non ucciderci”.
Siamo scappati in preda al panico, qualcuno si buttava in acqua,
io mi sono nascosta in mezzo ai cespugli. Mi sembrava un incubo ma era tutto vero»

(Hana Barzingi, sopravvissuta alla strage)

Avremmo voluto e potuto conoscere il nome dell’isola di Utoya in un altro modo. Invece no, le cose andarono in modo diverso. In un modo che non avremmo voluto vedere, vivere, immaginare. Quel 22 luglio 2011 il mondo ha dovuto conoscere Utoya, una piccola isola del lago Tyrifjorden a circa 40 chilometri dalla capitale norvegese Oslo, per il lucidamente folle odio assassino che in meno di un’ora ha falcidiato settanta giovani vite piene di fiducia, speranza, sogni.

Erano circa centocinquanta ragazze e ragazzi che si trovavano lì non per un caso, ma…

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