One Man Show

Non c’è spazio per nessun altro. C’è solo Renzi e gli altri ministri (non certo inter pares) sono solo comparse; per farsi vedere devono uscire dall’oscurità mediatica con qualche colpo a effetto: topless, inglese maccheronico, riforme lanciate. A noi italiani piace il pettegolezzo così ben venga che si parli di ministri solo in qualità di bagnanti o di suppellettili, l’importante è parlare e sparlare senza troppo entrare nel merito, perché se si inizia a scavare poi si diventa gufi e frenatori o, nella peggiore delle ipotesi, una micidiale combo delle due.

Ormai è chiaro che questo Governo non è diverso dai precedenti per i risultati o per le proposte, ma semmai e soltanto per la modalità con cui si approccia all’opinione pubblica. Sia Monti che Letta erano uomini del sistema che si sono intermezzati tra Berlusconi e Renzi, due che al contrario, mirano alla gente che vota; per questo Renzi ha più cura di come spiega le cose in conferenza stampa rispetto a come le propone nelle aule parlamentari. In più fino dal primo giorno il Premier-Segretario ha detto che in caso di fallimento la colpa sarà solo sua e di nessun altro, che, d’altra parte, vuol dire giustamente che in caso di successo il merito sarà solo suo. E di nessun altro.

Giusto, sacrosanto. Ma non in linea con lo spirito democratico del nostro paese che delle fortune di un uomo solo al comando ne ha ricavato una guerra mondiale ed una civile. Ma questo non interessa Renzi, il quale certamente non mira all’espansione territoriale o a qualche colonia africana, ma che ugualmente sta legando troppo stretto il suo destino a quello del paese. Per questo motivo siamo arrivati alla denigrazione di chi ostacola o critica l’azione dell’esecutivo, andare contro al Governo equivale ad andare contro a Renzi e quindi remare contro all’interesse del paese intero. Senza un filtro e una mediazione si sta galoppando verso il sillogismo che criticare Renzi sia antiitaliano.

Eppure all’inizio si prometteva una riforma al mese (Febbraio riforme, Marzo lavoro, Aprile PA e Maggio fisco) per trovarsi poi ad agosto con solamente il primo passaggio al Senato della riforma costituzionale in cassaforte. I tempi della politica romana non sono quelli fiorentini, senza dubbio, ma anche riformare uno Stato non può esser considerato come un lavoro da fare in pochi giorni! Ma questo è Renzi. Non c’è Parlamento che tenga di fronte alla sua dirompenza e di fronte al suo charme elettorale, così i 100 giorni iniziali sono diventati 1000 e le riforme sono state diluite nei restanti anni di legislatura. Ma senza dire mai che si faranno con calma. No quello non è possibile, perché solo correndo si resta in piedi!

Renzi sta cercando di fare la stessa cosa con l’Europa: i giornali esteri lo ritraggono come il ragazzino mangia-gelato alle spalle della coppia Merkel-Hollande? Bene ed io dopo il Consiglio dei Ministri e prima della Conferenza Stampa faccio venire un gelataio a Palazzo Chigi e mi mangio un bel cono alla faccia dei giornalisti di tutto il mondo! Questo è lo stile, questo è il metodo. Tutto il resto è secondario e quasi superfluo. L’Italia in deflazione, la disoccupazione che cresce, le imprese che chiudono e la situazione internazionale che precipita a rotoli? Beh, intanto io mi mangio un gelato, poi faremo qualche riforma e staremo a vedere. Rimandare senza darlo a vedere. Questo il trucco. Che gli riesce fin troppo bene!

D’altra parte è un one man show e tutti guardano solo lui, mentre il teatro va a puttane! Ma va bene cosi… Finché va!

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