Continuons le combat!

A quanto pare le chiacchere di Renzi in Europa non hanno fatto paura proprio a nessuno, anzi dopo tutta il puzzo fatto sullo sforamento del 3% è bastato un intervento del neocommissario economico Katainen per rimetterci zitti zitti a fare i famosi compiti a casa. Ma mentre noi ci rimettiamo a lavorare sui nostri conti, i cugini transalpini se ne fottono allegramente e annunciano che, a loro, i trattati europei gli rimbalzano!

Noi quindi si parla e si minaccia, loro agiscono! Sarà un vero sforamento? Oppure solo un annuncio a favore dei media? Per ora siamo solo allo slogan, ma la storia recente ci dice che Parigi, quando vuole, non si cura molto delle asticelle messe da Bruxelles! Già nel 2003 il Presidente Chirac si accordò con il cancelliere Schroeder per non rispettare il fantomatico tre-per-cento del rapporto deficit/PIL.

“Siamo determinati a ridurre i deficit pubblici che sono eccessivi, ma senza prendere il rischio di smorzare la ripresa economica che deve essere incoraggiata” dicevano i due leader benedetti dall’allora Presidente della Commissione, Romano Prodi. Negli anni successivi Berlino ha adottato molte riforme strutturali che hanno rilanciato l’economia tedesca e l’hanno resa la locomotiva europea, mentre Parigi ha semplicemente rimandato costantemente il raggiungimento dell’obiettivo comunitario, fregandosene altamente di cosa prevedono i trattati e gli accordi.

Berlino si è adeguata ai parametri ed è divenuta la bacchettona d’Europa nel pretendere austerità e rispetto dei trattati, Parigi al contrario ha chiesto deroghe in continuo e non è minimamente vicina al rispetto del 3%. Destra e sinistra si sono succedute all’Eliseo, ma niente è cambiato, anzi, è stato proprio il nuovo Primo Ministro Valls ha ribadire, poche settimane fa, che “Rifiutiano l’austerità”.

Certo ci saranno sanzioni e provvedimenti, ma questo vuol dire far seguire fatti alle parole. Intanto si liberano molte risorse fino al 2017, poi si vedrà.

E noi invece? Chiacchere e distintivo! Ecco cosa siamo!!

Ci siamo presi Lady PESC che non conta niente, mentre Hollande ha ottenuto addirittura che il suo ex-ministro dell’economia, Moscovici, diventasse commissario per gli affari economici e monetari della neonata Commissione Juncker. Moscovici è stato colui che ha richiesto (e ottenuto) due anni fa l’ennesima deroga alle regole, ora è colui che deve sorvegliare sul rispetto dei parametri.

Questa è una vittoria politica. Non mettere la Mogherini a fare la statuina inutile.

Noi, italiani sull’orlo del baratro, abbiamo molti problemi in più dei francesci (debito pubblico, disoccupazione, deflazione, decrescita…), ma dovremmo cercare di creare un fronte comune anti-austerità, allineandosi con i maestri dello sforamento, cioè i cugini transalpini. Il problema è che troppe parole sono state spese e nessuna azione concreta è stata fatta per dare corpo a tali parole, ora nessuno ci crede più, perché si chiacchera tanto, ma poi appena ci bacchettano ci rimettiamo subito in riga senza fiatare e senza dire nulla.

C’è poco da fare, in questa Europa si deve scegliere su che fronte stare, con Berlino o con Parigi. Considerando che gli stessi tedeschi hanno sforato per rilanciarsi, credo che la risposta sia già servita. Bisogna solo avere il coraggio di farla!

Lo troveremo mai?

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