Settanta ettari

Questo è il dato sul consumo quotidiano di suolo nel nostro bel paese. Un dato pressoché costante negli ultimi 20 anni come si può leggere qua. Poi però piace a tutti riempirsi la bocca con parole come tutela del territorio o come risanamento idrogeologico, senza che niente cambi né nell’immediato né in prospettiva. Anzi siamo talmente legati all’idea che il rilancio della nostra economia passi per una necessaria cementificazione che si sta andando a grandi passi verso lo SbloccaItalia.

Eppure questa missione impossibile qualcuno l’ha messa in agenda quasi 18 anni fa ed oggi si avvia a raggiungere risultati enormi, senza che l’economia del suo paese ne abbia risentito. Anzi. La nostra amica-nemica Angela Merkel nel 1996, quando era “solo” Ministro dell’Ambiente emanò una direttiva che conteneva per la prima volta un obiettivo politico; ridurre a 30 ettari al giorno entro il 2020 il consumo di suolo partendo dagli assurdi 129 ettari al giorno che si consumavano in Germania tra il 1997 ed il 2000. Il principio alla base di questa inversione era semplice: invertire la tendenza secondo cui alla crescita economica debba corrispondere una lineare occupazione di territorio libero.

Nel 2002 era cambiato il colore del Governo federale di Berlino, ma la coalizione rosso-verde di Gerhard Schroeder proseguì senza indugio il lavoro della Merkel e approvò la legge che ha stabilito sia l’obiettivo dei 30 ettari nel 2020 che quello del consumo zero per il 2050. Si vede subito che non si tratta di una legge dall’impatto immediato, ma bensì di una strategia nazionale di lungo periodo; con la legge arrivarono gli strumenti per disincentivare le nuove costruzioni e per favorire il riuso e la ristrutturazione, tutti logicamente declinati a livello dei singoli lander in pieno stile federale teutonico.

Ad oggi per i tedeschi la strada è ancora lunga; tra il 2003 ed il 2006 si consumavano ancora 113 ettari al giorno e nel triennio successivo (2007-2010) 87 ettari di media per dì (con un minimo di 77 nel 2010 probabilmente legato anche alla crisi), ma se si considera il dato di partenza la tendenza è chiaramente positiva e i risultati per niente contrastanti con la crescita economica che, tanto per ricordarlo, ha portato la Germania ad esser chiamata la locomotiva d’Europa. Ma i tedeschi sanno qual è il loro obiettivo e ancora nel 2012 hanno cambiato i loro regolamenti edilizi per incidere ancora e per riuscire a centrare i 30 ettari per il 2020.

E noi invece?

Noi siamo regolarmente sommersi da fiumi e torrenti, assistiamo  attoniti ad alluvioni ricorrenti e a catastrofi naturali che sembrano una vera e propria rivolta del nostro territorio contro  l’uso criminale che ne facciamo. Solo per citare l’ultimo caso, quello di Genova, abbiamo speso in totale per le cinque alluvioni del Bisagno circa 1500 milioni di euro, cioè 300 milioni ad alluvione. Esattamente la cifra che costerebbe la definitiva messa in sicurezza dei torrenti genovesi.

Ma attenzione! La vera sfida sarebbe darsi un obiettivo a lungo termine, perseguire una vera strategia nazionale sul tema e non affrontare ogni emergenza alla giornata come un equipaggio che cerca di evitare il naufragio svuotando la nave con i secchielli. Al momento invece ci sono alcuni disegni di legge di singoli parlamentari ed una proposta di legge di iniziativa governativa che giacciono in Parlamento in attesa di una seria discussione in materia; quest’ultima ha visto passare tre governi e ancora non è stata discussa, segno che questo Governo non la ritiene esattamente una priorità.

Il Ministro Galletti a domanda ha risposto che “verrà approvata la legge entro fine anno, perchéè di urgenza massima!. Il problema è che prima di lui molti altri Ministri si erano spesi usando più o meno le stesse parole: da Orlando a Clini, dalla Prestigiacomo (ultimo Governo Berlusconi) al sottosegretario Erasmo D’Angelis nessuno ha mai negato l’urgenza di una legge sul consumo di suolo, senza però che una tale legge sia arrivata sulla scrivania del Presidente Napolitano per essere promulgata.

E noi continuiamo a consumare settanta ettari al giorno di suolo che poi ci ritroviamo nelle cantine, nei negozi e per le strade. Ma tranquilli, non c’è fretta, in fondo per consumare tutto il territorio nazionale a questo ritmo ci vorrà un migliaio di anni! Se non ci crolla tutto addosso prima!

E allora sai che SbloccaItalia!

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