Una bella sterzata

E così è arrivata la legge di stabilità. Dopo il decreto Sblocca Italia e le varie riforme, annunciate o iniziate, di fisco, lavoro e pubblica amministrazione, ora si può finalmente avere un quadro d’insieme di che direzione l’Italia targata Renzi vuol prendere nei prossimi anni. E sinceramente devo ammettere che un cambiamento c’è, ma che va proprio nella direzione opposta a quella sperata!

Inizio dalla fine: dalla legge di stabilità, la manovra da 36 miliardi di euro. Ci sono sicuramente elementi positivi e negativi. Vediamoli nel dettaglio.

  • Indubbiamente la conferma degli 80€ è una bella cosa, ma resta l’amaro in bocca per chi non l’ha avuto e non l’avrà mai. Inoltre il vero impatto del bonus ancora non si è visto sui consumi e non credo che ribadire il concetto cambierà di molto il risultato. Forse questi 10 miliardi potevano trovare altra destinazione, ma sono sempre soldi che arrivano in tasca ai cittadini quindi mettiamo questa voce tra quelle positive.
  • L’eliminazione della componente lavoro dall’IRAP è cosa buona e giusta, ma mi chiedo come mai non sia stata legata a prospettive di crescita, di innovazione o di rinnovamento, ma solo al numero di occupati. In questa maniera è chiaro che vengono privilegiate le grandi aziende a discapito di quelle piccole. Come prima, si potrebbe fare meglio, ma lo spirito resta quello giusto.
  • Lotta all’evasione (3.8 miliardi) e slot machine (1 miliardo) sono probabilmente praterie da esplorare per il reperimento di risorse. La prima merita di essere punita fortemente e per questo ogni intervento deve essere applaudito, ora aspettiamo gli strumenti sia nazionali che europei per incassare questi soldi. Sulla seconda, insieme alla ludopatia, credo che vada presa più come una battaglia sociale e pedagogica che come strumento di cassa. Ma è logico che proventi dalla lotta a questo settore non possono che far piacere!
  • Si prevede un allentamento del patto di stabilità per i comuni e una proroga degli ecobonus per la ristrutturazione edilizia. Ineccepibile.
  • Sgravi fiscali per assunzioni a tempo indeterminato e per le partite IVA. Si va nella direzione giusta, ma con molta (troppa forse) cautela.

Ora però vediamo i tasti dolenti.

  • Partire con 11 milioni di nuovo deficit come entrate non mi pare proprio una genialata. Nel senso che posso anche essere d’accordo sullo sforare il 3%, se questo mi porta ad un rilancio vero dell’economia reale tramite investimenti pubblici in infrastrutture, ricerca e sviluppo, ma se al contrario, come pare, questo polmone è stato creato appositamente per dare margine di manovra, allora mi assale più che qualche dubbio.
  • Spendig Review. 15 Miliardi di tagli allo spreco dovranno arrivare senza che la sanità venga toccata. Se saranno tagli lineari, saranno dolori per gli enti locali. Patto di stabilità o meno. Saranno veramente cazzi amari.
  • Si prevedono 200 milioni per le scuole non statali e 300 per la ricerca. Ecco. Noi spendiamo per la ricerca di base circa l’1% del nostro PIL, la Germania il 2.5%, la Francia il 2.1%. Spostare anche solo quesi 200 milioni dalle scuole private sarebbe quasi un raddoppio. Non male eh!
  • Si pensa alla creazione di ammortizzatori sociali universali. Con solo 1.5 miliardi di euro? Ci paghiamo un gelato a tutti e buonanotte!
  • Last but not least il TFR in busta paga! Che collegato con la tassazione sui fondi integrativi al 20% porterebbe ad un disastro sia per i lavoratori che hanno trasferito il loro TFR nei fondi nel 2007, sia per quelli che lo avranno mensilmente con lo stipendio (tassato come aumento!) e pure per le aziende sotto i 50 dipendenti che non avranno più quell’esiguo polmone di credito interno con cui potevano bypassare le banche. A masterpiece

Un’ultima considerazione a margine va fatta sul decreto Sblocca Italia. Tale provvedimento nei suoi capisaldi va letteralmente a regalare ai grandi oligarchi il nostro paese, consegnando loro licenze illimitate sulle autostrade, promettendo loro sconti fiscali sull’acquisto di immobili a patto che poi vengano affittati (a prezzo pieno!), permettendo loro di espropriare terreni per lo sfruttamento delle risorse energetiche di origine fossile (#CambiaVerso pure qua!) e persino delegando i costruttori a scegliere quali opere realizzare prima nella edificazione di nuovi quartieri urbani. Qui si trova un bell’articolo completo sul decreto.

Insomma, per concludere, lo Sblocca Italia ha siglato la resa del pubblico di fronte all’impossibilità di regolare certi settori, ormai completamente riserva di caccia di pochi; la finanziaria poi sta segnando la strada per il futuro di questo paese. Un futuro che non vede all’orizzonte provvedimenti strutturali per la ripresa del sistema paese, ma che contiene solo spunti (anche apprezzabili talvolta) per una situazione emergenziale. E in quest’ottica io la vedo: buona per oggi, ma carente, molto carente, per il domani ed il dopodomani.

 

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