Il carro del vincitore e il corteo dei perdenti

Negli ultimi giorni alcuni esponenti di partiti vicini al PD si sono iscritti al partito dopo un brevissimo percorso nelle fila del gruppo misto. Tra i più “famosi” da sinistra arriva Gennaro Migliore, ex capogruppo di SEL alla Camera, mentre dal centro arriva Andrea Romano, anche lui ex capogruppo dei montiani di Scelta Civica. Le loro due storie sono diverse, ma incredibilmente esplicative di come si stia assistendo ad un assalto alla diligenza del vincitore Renzi. Vediamo perché.

Migliore inizia questa legislatura da braccio destro di Vendola in SEL all’opposizione, ma si dimette da capogruppo dopo che il partito boccia il provvedimento di Renzi sul bonus di 80 euro a cui lui era favorevole; insieme ad un’altra decina di parlamentari (tra cui Claudio Fava) fonda un’associazione ed un gruppo alla Camera che, parole del fondatore, non diventerà mai un partito. E infatti LED (Libertà e diritti) dura giusto il tempo di un’estate prima che proprio Migliore prenda la tessera del PD nel circolo Transtevere come apripista per gli altri componenti del gruppo.

Sull’altro versante invece Andrea Romano arriva dopo molto in ritardo rispetto al suo elettorato che è entrato nel PD da molti mesi (se non anni!). La prospettiva di restare alleato di Governo ad un cannibale come Renzi non piace proprio ed infatti dopo la batosta elettorale europea i partiti centristi (Scelta Civica, Futuro e Libertà e UDC) sono praticamente scomparsi dalla scena, lasciando intravedere che fine potrebbe fare anche il Nuovo CentroDestra di Alfano se non sceglie da che parte stare.

Insomma si comincia a muovere tutto il sottobosco di personaggi in cerca di una riconferma al prossimo giro elettorale (che sia nel 2015 o 2018 poco importa!), con tutti che hanno intuito l’enorme potenziale che il PD renziano ha di spartire posti e seggi in cambio di una cosa semplicissima: fedeltà assoluta. Una componente “di sinistra” che arriva da fuori e che si dimostri molto più allineata al segretario-premier non può che far piacere all’attuale dirigenza, soprattutto se, come sta avvenendo, i gruppi parlamentari (teoricamente fortemente bersaniani), si convertono improvvisamente per mantenere il posto alla Camera, al Senato o in qualche consiglio regionale.

Da questo giochino restano fuori coloro che, per coerenza o per condizione, non possono o non riescono a salire sul carro del vincitore pigliatutto. I vari Civati, Cuperlo, D’Alema o Bersani non hanno molto da perdere quindi restano coerenti con le loro posizioni, mentre magari un Fassina o un D’Attorre non riescono proprio a convertirsi al renzismo e quindi vengono esclusi dal privé del segretario. Questo corteo di perdenti fa da contraltare al carro di Renzi che si gonfia ogni giorno di più. Ma si gonfia di personaggi come Migliore o come Romano, pronti a saltare sul prossimo carro che passa se questo è più sicuro e più affidabile.

Per questo credo che Matteo dovrebbe stare molto attento a ingrossare le fila di un partito con persone fedeli per rimpiazzare quelle leali. Rischia di fare un giochino comodo nell’immediato, ma veramente deleterio nel medio-lungo periodo.

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