La grande distanza

Matteo Renzi è sempre stato un comunicatore eccezionale, ha saputo trovare il filo diretto tra lui e la gente in ogni occasione e ha rottamato quei meccanismi (liturgie) antiquati e intrisi di lentezza che da molti erano considerati “il teatrino della politica”. Ha fatto così da Presidente di Provincia, da Sindaco e su queste basi ha fondato la sua corsa verso la segreteria PD e Palazzo Chigi.

La sua straordinaria capacità di ammaliare e convincere gli elettori con promesse e con sogni a lungo respiro è andata bene per le sue amministrazioni (9 anni totali), dove aveva gioco facile nell’attribuirsi ogni merito e scaricare ogni demerito sui predecessori o sulla farraginosità degli apparati pubblici, ma adesso che è Presidente del Consiglio non può (o non dovrebbe) usare tale posizione solo per le prossime elezioni. Una cosa è stare in campagna elettorale l’ultimo anno di legislatura, un’altra è starci perennemente.

Quando Renzi ha disarcionato Prodi con il giochetto dei centouno era sicuro di andare facilmente a vincere le successive primarie e di potersi autoincoronare Premier in un momento in cui sperava sarebbe arrivata la ripresa e con essa tempi migliori per l’Italia e l’Europa. Invece si è trovato con una maggioranza da inventarsi, con le larghe intese a tenerlo in scacco e con molti problemi che non vedono soluzioni. Cosa ha fatto allora? Semplice: ha rilanciato. Come ha sempre fatto di fronte alla realtà ha preferito gettare lo sguardo lontano e distrarre la gente dai problemi contingenti.

L’Italia è in recessione da più di dieci trimestri consecutivi? Bene, colpa del bicameralismo perfetto e le CNEL! L’Italia frana appena piove in maniera abbondandante? E noi approviamo lo SbloccaItalia! La FIAT trasferisce tutto a Londra, in Olanda e a Detroit? Perfetto, aboliamo l’articolo 18 per non far scappare altri imprenditori!

E poi: come mai in tutte le occasioni gioiose Renzi è presente, mentre non si è fatto vedere a Genova, in Maremma e in tutti i posti alluvionati o isolati dalle frane? Come mai non è mai andato a L’Aquila a controllare i lavori di ricostruzione? Mentre a Lampedusa e nella Terra dei Fuochi c’è andato solo da Segretario, non da Premier… Come mai? Per il raddrizzamento della Costa Concordia ha trovato il tempo per visitare il Giglio, ma per gli alluvionati della Liguria no eh!

La sua forza era la sensazione che fosse un politico vicino, uno che si poteva trovare al bar sottocasa e che avrebbe accolto le voci della gente, invece più va avanti e più si fa largo la figura di un politico costruito a tavolino che va dove riceve applausi e cerca di evitare ogni possibile contestazione. Ma se, come penso sinceramente, la colpa del dissesto idrogeologico del nostro paese non è tua, perché non vai a dirlo in piazza tra il fango e i disperati?

Se hai una soluzione proponila, ma anche se non ce l’hai devi essere leader e devi scendere tra la gente per consolarla, per farla sfogare, per prenderti insulti e per parlare con chi sta perdendo tutto. Essere a capo del Governo significa anche questo e non solo viaggi in giro per il mondo e  photo opportunity con i koala australiani.

Altrimenti la tua vicinanza, la tua forza si assopisce e la grande distanza si inizia a far sentire. E tu davvero vuoi questo? Io si, ma io ti conosco già e so già come sei veramente.

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