Sangue, sinistra, parole, azioni, opere ed omissioni

Oggi Matteo Renzi scrive a Repubblica una lettera in cui spiega cos’è “la sua sinistra” e afferma che non si sente in dovere di “presentare gli esami del sangue” per affermare che il suo Governo stia facendo politiche di sinistra come mai si sono viste in Italia. Io qua provo a spiegare cosa intendo io per sinistra.

Su alcuni passaggi sono d’accordo con il discorso di Renzi; ad esempio credo anch’io che la sinistra italiana, quella politica, non possa e non debba restare fossilizzata sul suo “passato glorioso”, ma a differenza del mio concittadino credo che debba sia ripensarsi al presente che ricominciare a sognare un futuro migliore. Renzi parla di “trovare soluzioni concrete ed efficaci a problemi che si trasformano e che riguardano da vicino la vita delle persone” come compito da assolvere, ma questo, dico io, è il compito che deve essere assolto da chiunque stia al Governo, che sia di sinistra o di destra! La differenza deve stare in altro, non in questo passaggio!

Altro passaggio che apprezzo è il fatto di aver collocato stabilmente il PD nel PSE e averne fatto la prima forza a livello continentale, anche se, sottolineo, non è solo questo ingresso a trasformare ogni azione in qualcosa di sinistra. Siamo nel PSE grazie a Renzi? Beh, non proprio visto che il lungo cammino è iniziato fin dalla fondazione del PD e finalmente dopo sette anni e lunghe tribolazioni siamo riusciti a “entrare a casa”, ma lasciamo perdere questo e andiamo oltre.

Ora vengo alla grande distanza e riporto l’ultimo paragrafo della lettera:

“Il mondo in questi mesi è cambiato, l’Italia in questi mesi è cambiata; l’Italia delle Istituzioni, del lavoro, della pubblica amministrazione, della giustizia. Una libertà ingiusta, una libertà per pochi, è la ragione sociale della destra. Ma una giustizia illiberale, una giustizia cioè che pretenda di essere per tutti ma senza rispetto per la libertà dei singoli, è la prigione ideologica di una sinistra che ha una visione odiosa delle cose. Tocca a noi recuperare questo ritardo, rivoluzionando come democratici questo meraviglioso paese. Ci sono due modi per cambiare l’Italia. Farlo noi da sinistra. O farlo fare ai mercati, da fuori. Sostenere che le ricette siano le stesse cozza contro la realtà. In ciò sta tutta la nostra idea di sinistra.”

Sono parole giustissime, difficili da mettere in discussione, specie per chi crede in una sinistra che sia “altro” rispetto alla destra. Ma se queste frasi vengono dette da chi sta governando con Alfano e sta riformando la Costituzione con Berlusconi e Verdini quale sapore lasciano in bocca? La retorica della sinistra è bella, ma metterla in pratica quando si è ostaggio di forze di destra è impossibile, quindi questi passaggi rendono molto bene la schizofrenia di un Governo che (a pensar bene) vorrebbe fare, ma non può.

È troppo facile elencare quello che vorremmo fare in un mondo ideale, scaricando su altri l’impossibilità oggettiva di fare e cercando sempre un nuovo nemico con cui ingaggiare una battaglia mediatica dai toni insopportabili; la situazione, che piaccia o no a Renzi, non è facile, non lo sarà e nessuno gli farà sconti né in Italia né in Europa e lui ha il dovere morale di dirlo e di non nasconderlo. Quando parla di modi per rivoluzionare questo paese dovrebbe evitarci la cazzata della scelta perché ogni riforma che vorremmo fare passa già al vaglio dell’Unione Europea, del FMI e della BCE, quindi se scelta abbiamo è tra bere la cicuta o farsi fucilare.

Matteo è bravo con le parole e la gente lo segue fiduciosa, lui sa trasmettere speranza nonostante le sue promesse vengano di continuo rinviate “un po’ più in là”, eppure non è possibile che leggendo queste lettere non si noti un distacco quasi surreale dal paese reale e dalla gente. Perché rubando le ultime parole a Renzi: “Parole che producono fatti. Perché il tempo delle parole, giuste o sbagliate, slegate dai fatti, è un tempo che abbiamo deciso di lasciarci alle spalle per sempre”.

Ecco, al di là del tuo sangue di sinistra o di destra, la gente aspetta i fatti, perché ad oggi le tue parole di sinistra si sono tradotte in (pochi) fatti di destra. Preoccupante metamorfosi tra la bocca e la mano eh…

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