La Corrida

Parliamo del decreto fiscale. Sarebbe stato più triste se fosse stato un vero errore del Governo o una norma salva-Silvio in ottica Quirinale?!? E in ogni caso da chi sarebbe venuto l’input di inserire un tetto sotto al quale l’evasione non sarebbe più perseguibile? No perché, in un paese normale, prima di stabilire una soglia “di errore”, si ripenalizza il reato di falso in bilancio e si tolgono di mezzo tutta quella selva di leggi e leggine ad personam fatte dai vari governi Berlusconi dal 2001 al 2011.

Invece no! Meglio incazzarsi con i vigili di Roma che si danno malati per Capodanno o con i dipendenti della Pubblica Amministrazione! Il tutto come se una cosa escludesse l’altra; cosa che è evidentemente solo una messinscena teatrale per distogliere l’attenzione dal problema contingente. L’assenteismo di una certa parte di dipendenti pubblici non rende inutile o superflua l’esistenza di tali lavori, cosi come, per assurdo, l’evasione fiscale di massa non rende certamente necessaria una sanatoria!

È difficile ammettere la nostra visione da mungitori dello Stato, ma ancora di più è difficile dirsi che quasi tutti noi italiani saremmo pronti a metterlo in tasca a chiunque per un nostro piccolo tornaconto personale. Lo Stato ci serve per i servizi, per le infrastrutture, per la sanità, per la sicurezza, ma se possiamo evitare di pagare lo facciamo volentieri e tutto perché pensiamo che tutti, da chi governa a chi sta al banco informazioni, è pronto a mettersi in tasca i nostri preziosissimi soldi.

Manca la fiducia nel prossimo, manca il senso di appartenere ad una comunità. Per questo credo che il fenomeno Renzi piaccia cosi tanto: lui non delega, non si nasconde, non finge. Lui è mediaticamente immacolato e anche quando mente, lo riesce a fare talmente bene che la gente ne viene rapita. Lui in fondo è come vorremme essere noi italiani: facce da culo.

Poi pazienza se in un decreto fiscale ci finisce un tetto salva-evasori. E pace se questo è un errore o un regalo, d’altra parte l’importante è fare, fare veloce e far vedere di fare. Quindi senza indugi si ritorna a parlare di scuola, di bambini e di futuro. E chissenefrega dell’evasione, dei vigili, del Quirinale e di tutte le trame segrete! Male che vada avremo un bello spettacolo di dilettanti allo sbaraglio. Come il programma di Corrado: la Corrida!

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