Je suis Charlie

2015-01-07-charlieHebdocopiaHo passato un anno in Francia, ma lo ammetto non conoscevo Charlie Hebdo e, avendolo conosciuto solo oggi, avrei preferito restare nella mia ignoranza. L’assalto jihadista alla redazione, la sparatoria, i morti e quelle immagini di esecuzioni di agenti in strada sono sale sulle ferite della nostra società dilaniata dall’odio e divisa da folli credenze religiose che in realtà predicano tutte pace e amore.

Ora però dobbiamo stare attenti: la reazione impulsiva e violenta è quello che vogliono i terroristi, cosi come la generalizzazione tra islam e terrorismo. Creare uno scontro culturale è l’obiettivo di tutti i movimenti terroristici perché solo con la profonda radicalizzazione si spinge tutti a dover prendere posizione da un lato o dall’altro e solo in quella situazione se non ci si allinea si viene automaticamente posti tra i nemici.

Ora siamo scossi e turbati, vorremmo mandare via tutti quelli di cui non ci fidiamo e restare solo con le nostra finta sicurezza; si parla di sospendere Schengen e di chiudere le frontiere, si propone di non costruire altre moschee e sale il senso di rabbia verso le comunità musulmane, ma in realtà l’unica cosa veramente saggia da fare sarebbe solo includere e conoscersi.

Niente più che questo. Oltre chiaramente a continuare a pensare, scrivere e ridere su tutto e su tutti. Stasera siamo tutti tristi, ma da domani torniamo a ridere e a scherzare. Charlie Hebdo è anche questo!

#JeSuisCharlie #JeSuisFrançais

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