Tutti sul carro di Tsipras

C’è qualcosa di surreale nel voto di ieri in Grecia: la vittoria annunciata di Tsipras e di Syriza stride con i commenti nostrani che adesso sembrano essere solo un maldestro tentativo di intestarsi tale vittoria, in realtà però da noi semplicemente Syriza non esiste e nessuno nel panorama attuale può sentirsene figlio, fratello o parente.

Ma ora c’è la corsa a dichiararsi amici, alleati, complici e mentori di Tsipras e della sua creatura, ma pochi conoscono o tengono a mente da dove viene Syriza e quante elezioni ha dovuto passare unita nella sconfitta prima di arrivare al risultato di ieri. Syriza, che vuol dire coalizione della sinistra radicale, nasce come “spazio politico” nel 2001 dopo che il principale tra i suoi fondatori, Synaspismos, aveva raccolto appena il 3.2% dei voti e 6 deputati alle elezioni politiche dell’anno precedente. Nel 2004, al suo primo appuntamento elettorale, Syriza ottiene sempre i soliti 6 deputati mantenendosi al 3.3%, per poi, nel 2007 e nel 2009, salire al 5% e scendere nuovamente al 4.6% (ottenendo rispettivamente 14 e 13 deputati).

Quante coalizioni di sinistra sono nate e morte in Italia nello stesso periodo? Quanti micropartiti abbiamo visto fondare, unirsi, spaccarsi, federarsi, sciogliersi, scindersi e ricercarsi? E ora vi mettere tutti dietro a Tsipras pensando che il famoso papa straniero vi purifichi da ogni peccato? Eh no cari miei! Se vi degnaste di leggere un po’ di storia di questa forza politica vedreste che, per arrivare dove sono arrivati, quattordici partiti hanno dovuto mettere da parte la loro peculiarità per unirsi in qualcosa di più grande e più ambizioso e solo dopo dieci anni sono riusciti a raccogliere i frutti della loro coraggiosa scelta!

Quando nel 2007 è nato il PD si poteva pensare ad una forza che gli stesse a sinistra, ma l’esperienza fallimentare della Sinistra Arcobaleno finì praticamente prima di cominciare a causa di molti leader che preferirono essere a capo di un piccolo partito che far parte di un grande partito! Se quell’esperienza avesse potuto mettere radici e diventare un vero partito o una federazione, se insomma quella strana creatura politica avesse potuto iniziare un cammino, forse adesso avremmo avuto una forza in qualche modo paragonabile a Syriza. Invece tutto questo non è successo e, ad oggi, ci tocca solo guardare invidiosi a Atene.

Che poi parliamoci chiaro: Tsipras è arrivato dov’è per le gravissime colpe del PASOK che ha letteramente rinunciato ad ogni suo aspetto di partito socialista per inseguire Nea Democratia e l’austerità della Troika. Senza la crisi non avremmo Syriza al 36%, ma siamo sicuri che questo sia qualcosa che meriti essere invidiato? La Grecia non ci ha dato una lezione di socialismo per adesso, ma solo una lezione di democrazia e di lavoro politico: solo con un lungo cammino si può sperare di ottenere risultati. Non con le solite liste tizio o liste caio che scimmiottano questo o quell’altro leader straniero; da noi non c’è Tsipras, non c’è Iglesias e non c’è Die Linke. Da noi c’è solo da ripensare tutta la sinistra. E per questo servono anni, non giorni!

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