Complotto al Colle

Avvertenza: Questo post è scritto da un gufo e questi pensieri sono profondamente intrisi di gufaggine.

Sergio Mattarella è il candidato ufficiale del PD, proposto da Renzi e approvato all’unanimità dall’assemblea dei grandi elettori democratici. Una bella scelta che va a pescare un giudice costituzionale, ex ministro di lunga data e uno dei pochi democristiani uscito immacolato da Mani Pulite. Ma sono due le domande che mi hanno fatto scattare l’allarme (sperando di sbagliarmi!): primo perché, dopo aver teorizzato un Presidente politico e condiviso, si cambia improvvisamente linea il giorno stesso del primo scrutinio e secondo perché se candidato di parte deve essere, perché non Prodi e perché andare con la scheda bianca per le prime votazioni?

Andiamo con ordine: la scelta di Mattarella pare andare contro il famoso Patto del Nazareno, tanto che Berlusconi si dice pronto ad andare contro e votare un suo candidato (Amato?) ad oltranza, ma quanto può convenire a Renzi rompere quel giocattolo per mettere un non-politico al Quirinale? E se, come dovrebbe, la scelta del Presidente nascesse da una convergenza più ampia, magari con il M5S e SEL perché non Prodi? Forse perché con Prodi si perderebbe la parte centrista dello schieramento (NCD, UDC & Co.), mentre con Mattarella si potrebbe veder arrivare anche i voti della sinistra e forse anche quelli del Movimento 5 Stelle?

Può darsi certo, ma anche in questo caso non mi spiego perché, a decisione presa, si sia deciso di votare scheda bianca e non direttamente il candidato scelto all’unanimità! Nei primi tre scrutini ci vogliono i due terzi degli elettori (672 su 1008) e questi voti si avrebbero solo con un candidato capace di raccogliere voti da destra a sinistra, mentre dal quarto voto basterà la maggioranza semplice (505 voti) e quindi il PD potrà più facilmente, se resterà compatto, trovare quella sessantina di voti mancanti.

Io credo che la scelta più logica sarebbe stata quella di sostenere il candidato scelto fin dal primo scrutinio e testare cosi anche la tenuta sia dentro che fuori al PD, il fatto di rimandare “per principio” tutto al quarto scrutinio può voler dire solo che o si è davvero deciso di lasciar fuori Berlusconi dal discorso Quirinale oppure che in quella votazione vedremo la sagra del franco tiratore, un nuovo impallinamento del candidato ufficiale e l’uscita del vero candidato dal cilindro del Patto del Nazareno.

Lo ripeto: spero veramente di sbagliarmi e di poter festeggiare l’elezione di Mattarella sabato mattina, ma dopo quello successo due anni fa finché non vedo, non credo! È la mia natua di gufo… Non ci posso far niente!

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