L’insostenibile pesantezza dell’Europa

L’Europa è un concetto a cui tutti noi, consapevolemente o no, siamo legati in maniera indissolubile; chi, come me e come la maggioranza dei popoli europei, è nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale non può immaginare un mondo e una vita senza l’Europa. Ma alcuni eventi a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi dovrebbero aprirci gli occhi su una triste verità che troppo spesso non vogliamo considerare, proprio per il nostro profondo e sincero animo europeista. Noi del popolo siamo molto più europei ed europeisti dei nostri governi e dei nostri governanti perché non consideriamo l’Unione Europea solo una questione finanziaria, economica e politica, no, noi consideriamo il nostro continente come la nostra casa comune e gli altri popoli come i nostri fratelli.

Poi però vediamo che i nostri fratelli greci vengono strangolati da politiche di austerità imposte principalmente dai fratelli tedeschi che non vogliono pagare per errori di altri, ma che in realtà dovrebbero conoscere benissimo cosa vuol dire essere umiliati e dove porta tale umiliazione! La Grecia deve ripagare il suo debito, non c’è dubbio, ma non possiamo permettere che il popolo greco sprofondi nella fame e nella povertà per restituire tale debito; in questo deve emergere quello spirito europeo che abbiamo perso negli anni e grazie al quale la Germania ha potuto, dopo le due guerre, risorgere e diventare una delle principali potenze economiche mondiali.  L’Europa dei vincitori non umiliò la Germania post-nazista come invece fece dopo la Prima Guerra Mondiale, le dilazionò il pagamento dei debiti di guerra e, grazie anche agli Stati Uniti, la riempì di liquidità per la ricostruzione, perché oggi dovremmo essere spietati con la Grecia che non ha certo causato danni paragonabili a quelli dei tedeschi nei primi 50 anni del XX secolo?!?

Distogliendo lo sguardo da Atene, ci troviamo di fronte ad uno scenario da Terza Guerra Mondiale in Ucraina dove sta andando in scena un drammatico revival di Guerra Fredda tra USA e Russia: l’interventismo americano sulla geopolitica europea e mondiale non si è mai arrestato e l’ingresso nella NATO di paesi dell’ex blocco sovietico è stato percepito come un’ingerenza nel mondo russofono da parte del Cremlino. Inoltre la mira di creare uno spazio vitale per i russi “in ogni Stato e Nazione” ha già portato Putin a fare guerre-lampo con i paesi vicini e ad annettere la Crimea. In tutto questo panorama che ruolo svolge l’Unione Europea?!? A ben vedere l’unica parte che è toccata all’Europa è stata quella di fare da scintilla per l’inizio della guerra civile ucraina: fu proprio la posizione verso l’UE e la possibile candidatura ad un ingresso nell’Unione (e nella NATO) a scatenare scontri tra nazionalisti ucraini filoccidentali e minoranza russe antieuropee. Dopodiché il niente. Altro che Alto Rappresentante per la Politica Estera Comune, quando ci sono situazioni delicate e complicate la nostra cara Mogherini resta a casa e le trattative le conducono Francia e Germania, con il Regno Unito a traino più della Casa Bianca che di Bruxelles. E se anche sul fronte della politica estera ci muoviamo in ordine sparso, che peso e che importanza possono darci ai tavoli che contano? Al massimo possiamo fare la vittima sacrificale durante i negoziati, ma senza poter esser noi a fare i negoziatori capo.

Un ultimo fronte ce lo troviamo in casa, a Lampedusa. Nonostante l’Inverno continuano i tentativi di traversata dall’Africa all’Italia e proprio in questi giorni una nuova tragedia ci sta scuotendo: quasi trenta migranti sono morti di freddo durante la traversata perché la nuova operazione di sorveglianza Triton ha ristretto di molto il raggio d’azione e di pattugliamento e questo ha fatto si che i soccorsi non siano potuti arrivare in tempo. Io mi vergogno di questa Europa che guarda poveri uomini morire di freddo nelle sue acque e tagli i fondi per la sicurezza e per i soccorsi di queste persone.

Mi vergogno per un’Europa fondata sul denaro e sul profitto, che ha dimenticato i suoi veri valori fondanti in un cassetto polveroso di qualche ufficio di Bruxelles. Mi vergogno per questa Europa che preferisce restare un piccolo club di stati nazionali che non contano più niente da soli, invece di crescere come federazione e come entità unita e importante a livello mondiale. Mi vergogno per chi pensa che la soluzione sia uscire dall’Euro o dall’Europa, perché il problema non è l’Europa o l’Euro, ma solo la mentalità di chi la sta governando e di noi che la stiamo vivendo. Dobbiamo uscire dalla nostra piccola mentalità da paesello e capire che o cresciamo tutti insieme o torniamo a non contare un cazzo nei nostri confini nazionali. E non esiste Berlino, Roma, Atene o Parigi… O esiste un’Europa o non esiste altro…

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