Al mercato dei diritti

Ogni volta che si parla di allargare i diritti degli omosessuali, sento ripetersi la stessa litania bigotta che passa da riferimenti religiosi a pseudo-verità scientifiche senza mai scendere realmente al cuore del problema, cioè “quale fastidio danno esattamente?!?”. L’ultima sortita in ordine di tempo, venuta della famosa coppia di stilisti gay Domenico Dolce e Stefano Gabbana in difesa della “famiglia tradizionale” e contro le leggi che permettono l’adozione e la procreazione di figli per le coppie omosex (definiti figli sintetici), ha scatenato reazioni feroci nella comunità LGBT, capeggiata da Elton John, e un plauso nelle fila dei tradizionalisti (tra cui i neofascisti di Forza Nuova!).

Ora, io chiaramente ho una mia personale opinione, ma credo che prima ancora di poter parlare di certe cose si debba riflettere sul piano su cui si sta giocando questa partita; stiamo parlando di diritti e dovremmo essere abbastanza d’accordo che esistono diritti inalienabili sui quali non è ammissibile trattare e mercanteggiare. Se parlassimo, ad esempio, di libertà di espressione saremo tutti concordi nel non poter accettare una sua riduzione nel nome di un compromesso, così come quando parliamo del diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità o del benessere. Quindi dovremmo prima discutere se riteniamo il diritto al matrimonio o ad avere figli un diritto fondamentale oppure una magnanima concessione, ma se la mettessimo su questo piano dovremmo includerci anche il matrimonio eterosessuale, il divorzio, l’aborto e le adozioni nel loro complesso per poter avere una qualche coerenza nel nostro pensiero!

Perché, d’altra parte, se dividessimo (com’è adesso) i diritti tra etero e omosessuali (o tra coppie e single) violeremmo forse il più sacro di tutti i diritti umani, cioè il principio di uguaglianza che dovrebbe portarci a legiferare a prescindere dalle condizioni innate delle persone. E noi non vogliamo fare leggi discriminanti, anzi vogliamo rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della Persona Umana”. Per quale motivo? Beh, perché “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” (Art. 3 della Costituzione Italiana)

Se quindi abbiamo stabilito che la distinzione tra etero e omosessuali non è da considerare un motivo valido per dare diversi diritti, resta solo il discorso sulla “famiglia tradizionale” e sulla “famiglia naturale” da dipanare e non è certo un nodo semplice da affrontare! L’Italia, si sa, è un paese fortemente religioso e tradizionalista, in cui l’introduzione del divorzio e dell’aborto è stata fortemente osteggiata dalla Chiesa, dai partiti cattolici (DC in testa) e dalle fette di società ispirate al cattolicesimo, è questo forte attrito che ha generato, per esempio, la surreale situazione in cui viene applicata la legge 194 in cui i medici possono dichiararsi obiettori per non prescrivere nemmeno la pillola del giorno dopo.

Ma il vero punto focale del discorso è sul come l’allargamento di diritti possa causare tanto malessere e disagio in chi, tecnicamente, non ne viene toccato! In certe situazioni si è raggiunto pure l’assurdo di limitare una certa cosa per non estendere “de facto” quel diritto ad una platea più ampia, ad esempio il divieto di adozione per i singoli è un modo per non consentire, per vie traverse, l’adozione da parte dei gay, ma in concreto va a minare anche il diritto dei single eterosessuali all’adozione e sicuramente non procura una famiglia ai bambini che restano negli orfanotrofi!

Ecco quindi che, posta la premessa costituzionale di dover garantire uguali diritti, il ragionamento, a mio avviso, non può che scivolare verso una sola conclusione che preveda la totale parificazione di uomini e donne etero, omo e bi e transessuali! Che poi i “difensori” della famiglia tradizionale abbiamo 3 o 4 mogli e chissà quanti figli legittimi e non, non mi tange per niente, ma che almeno la smettessero con questa disgustosa ipocrisia di facciata!

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