Violenza antisenso

Ieri è iniziato Expo 2015 a Milano e come molti avevano predetto è successo il finimondo al corteo dei movimenti NoExpo. Vetrine spaccate, macchine bruciate, negozi saccheggiati e devastazione senza senso in tutto in quartiere sono le uniche argomentazioni che possiamo mostrare al Mondo contro questa esposizione universale? Non voglio neanche pensare alle teorie complottare sull’organizzazione ad hoc di queste violenze da parte dei servizi segreti per delegittimare il movimento in favore dei “poteri forti”, ma solo pensare a come questi personaggi siano il peggio del peggio per chi invece ha molto da criticare su Expo e su questi retaggi coloniali di cui sinceramente si sente sempre meno il bisogno.

Capisco che i termini “ragionamento” e “antagonisti” siano inconciliabili e che il potere costituito tragga benefici dalle enormi difficoltà con cui si distinguono la buona e la cattiva opposizione, ma davvero la nostra capacità critica e di argomentazione è così scarsa da ridursi sempre a furia devastatrice? No. Piuttosto credo che una vetrina rotta faccia sempre più notizia di un corteo pacifico e che una molotov faccia più rumore di un convegno, anche se, purtroppo, sempre a svantaggio della “causa”. Attraverso questa lettura allora si che si può vedere come la prudenza nell’uso della forza pubblica di ieri a Milano sia stata del tutto funzionale alla delegittimazione del movimento anti esposizione.

Certo è anche vero che un intervento della Polizia avrebbe causato scontri e la situazione sarebbe potuta degenerare ancora di più, ma allora perché schierare le Forze dell’Ordine?!? Qual è il confine che rende necessario l’intervento e chi può stabilire se le violenze di un corteo sono “tollerabili”? Purtroppo la violenza di ieri è riuscita a eclissare completamente le ragioni della manifestazione e a esaltare l’apertura di questo nuovo carrozzone mondiale. Io non voglio andare oltre nel parlare di questi coglioni violenti e preferisco riflettere sulle ragioni pro e contro Expo.

Expo Milano 2015 è una fiera mondiale dedicata al cibo, all’alimentazione e alla biodiversità, anche se è principalmente incentrata (e finanziata) dalle grandi multinazionali come Coca Cola e McDonald. La principale critica mossa a Expo è la mancanza di un filo conduttore sulla fame nel Mondo, sulla denutrizione e sul futuro del cibo, cosa che è logicamente molto difficile da inserire in un contesto in cui regna l’ottimismo, la fiducia e la “panza piena”. Quando infatti sento a Oscar Farinetti dire che secondo lui “il pessimismo dovrebbe esser considerato un peccato capitalenon posso non pensare all’immensa distesa di persone che ogni giorno muoiono di fame o di sete, che non riescono a mettere insieme pranzo e cena o che vengono private della loro terra per far spazio a qualche coltivazione intensiva di una delle tante multinazionali che riempono la tavola a noi ricchi occidentali panciuti.

Io andrò a Expo a Giugno e sicuramente girerò i padiglioni, assaggerò i piatti di molti paesi e proverò le cucine del Mondo, sempre pensando però a chi non solo non avrà mai la possibilità di scegliere se mangiare italiano, giapponese o brasiliano, ma, ad andar bene, può solo scegliere se mangiare oggi, domani o dopodomani. Non può essere tutto ridotto a una questione di essere ottimisti o pessimisti, ma semmai al capire quanto siamo fortunati a poter mangiare (e mangiare bene) in questa parte del Mondo.

Solo se Expo mostrerà la verità sulle differenze mondiali, sul dramma di certi popoli e sul futuro sempre più incerto della nostra nutrizione potrà essere una vera occasione, altrimenti sarà l’ennesima passerella di politici che si lodano a vicenda e si voltano di fronte ai drammi del Globo. E questo resterà anche dopo che sarà finito il circo e quando nessuno si ricorderà delle violenze di Milano. Perchè i coglioni spaccavetrine fanno solo il gioco di chi vuole buttarci fumo negli occhi; i veri problemi stanno dietro e solo non fermandoci alle violenze senza senso potremo capire e agire.

Altrimenti quello di ieri, oggi e quello che finirà il 31 Ottobre sarà ancora una volta un’occasione sprecata e un ulteriore passo del nulla che avanza.

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