Ecce Italicum

La Camera ha approvato senza modifiche la nuova legge elettorale, il famoso Italicum; un altro passo verso il cambiamento è stato portato a termine dal Governo più cool di tutta la storia dell’Italia unita! D’altra parte cosa si può dire di questo esecutivo, di questa legislatura e di questo nuovo corso del Partito Democratico se non che ormai siamo cosi fighi e fashion da far sembrare i tempi della “Dolce Vita” solo un lontano ricordo!

Come qualcuno ha ricordato oggi in aula a Montecitorio, l’Italicum è già presente “dentro di noi” prima che diventi realmente legge dello Stato; se infatti il piglio e i modi fortemente leaderistici di Renzi stavano già diventando sempre più autoritari, ora, con la legge elettorale pronta, sarà ancora più facile tenere “per le palle” i deputati della maggioranza. Non dovrebbe esser cosi, lo sappiamo, ma è inevitabile che la combinazione tra premio di maggioranza e capilista nominati renda molto scomodo il dissenso interno ai gruppi parlamentari e ai partiti.

Purtroppo stiamo creando quello che cercavamo di combattere quando governava Berlusconi e molti, troppi, elettori, iscritti e simpatizzanti non se ne rendono nemmeno conto accecati dal potere e dalle percentuali ottenute dal giovane Premier. Il PD è il partito delle primarie, ma ha trasformato questo strumento in un mezzo plebiscitario; lentamente si sono svuotate le sezioni, si sono delegittimate le strutture intermedie, si sono visti appassire gli organismi dirigenti e si è visto emergere figure di uomini soli al comando. Il partito, nella sua accezione novecentesca di struttura radicata e strutturata, ha lasciato il posto ad una struttura molto più snella e verticale in cui esistono “signori” e “signorotti” quasi di stampo feudale. Il crollo degli iscritti è il segno dell’inutilità della tessera nel mondo delle primarie: d’altra parte “Se posso votare (o esser votato) anche senza impegno, perché prendere la tessera?!?”

Adesso, con l’Italicum, questo modello plebiscitario entra anche nelle istituzioni parlamentari attraverso un perverso meccanismo che nasconde dietro al ballottaggio e al premio di maggioranza un presidenzialismo “de facto” e lega i seggi delle liste alle segreterie dei partiti attraverso i capilista bloccati nei 100 collegi. Inoltre, quando anche la riforma costituzionale sarà legge, il Senato non sarà più elettivo, ma racchiuderà “rappresentanti delle regioni e degli enti locali” nominati e non avrà più (giustamente) gli stessi poteri della Camera. Il problema è che di fronte ad un giusto superamento del bicameralismo perfetto si dovrebbe bilanciare un maggior potere per la Camera rimanente unito magari ad un ridimensionamento dell’esecutivo, sempre più organo anche legislativo, e non un completo sbilanciamento di tutti i poteri verso Palazzo Chigi e verso il segretario del Partito di maggioranza.

Ma purtroppo questo Partito del Cambiamento non è disposto a sentir ragioni o a cambiar rotta, tira sempre dritto per la sua strada e se ne frega del dissenso,della critica e delle opinioni altrui. Peccato che un sistema del genere si chiami dittatura della maggioranza e sia cosa molto diversa dalla democrazia parlamentare che ci hanno donato gli eroi della Resistenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...