Oltre la Sinistra

Cosa c’è dietro al successo di Podemos in Spagna e perché quel modello non è “copia -incollabile” qua da noi? Perché quel movimento, da molti visto con terrore, può invece essere un esempio per chi, come me, sogna di veder nascere una nuova sinistra? Una nuova sinistra che però vada oltre e non torni indietro sulle macerie novecentesche lasciate da decenni di battaglie sbagliate e di cecità verso il mondo che ci è cambiato sotto i piedi.

Prima di tutto va detto che Podemos arriva al successo dopo che Syriza ha conquistato il potere in Grecia, il Movimento 5 Stelle si è affermato come forza molto rappresentativa in Italia e in contemporanea ad un generale aumento di consensi per molte forze, a destra e sinistra, che si dicono, un po’ populisticamente, contro il sistema. Ogni movimento è chiaramente ancorato al suo paese e possiede caratteristiche peculiari, ma l’intero “ceppo” di queste nuove creature politiche può essere ricondotto ad un’analisi comune.

La politica economica dominante negli anni ’70-’80 del Novecento ha spostato il campo politico verso destra, lasciando alle forze di sinistra la possibilità di scegliere tra il socialismo e il comunismo da una parte e la nuova visione socialdemocratica e liberista tipica, ad esempio, del New Labour di Blair o dei Governi di Schroeder. Per cercare il consenso, e la vittoria elettorale, si è spostato l’asse della sinistra verso il liberismo, considerando così fallimentare l’intera esperienza anticapitalista tenuta fino a quel momento. Si è smesso di cercare un’alternativa pensando che non ce ne potessero essere di non utopistiche e ci si è accontentati solo di smussare, limare e abbellire il mondo del pensiero unico neoliberista.

Peccato però che i problemi del liberismo siano rimasti, solo annacquati da riforme parziali, e che la crisi degli ultimi anni li stia nuovamente catapultando sul proscenio. Quella visione ottimistica e rosea di un mondo fatto di benessere in costante crescita è stata spazzata via dalla crisi finanziaria mondiale e da quella dei debiti sovrani europei, solo che adesso i partiti “di sinistra” non hanno più strumenti né idee per ribaltare la frittata e, piegati al pensiero unico, sanno solo aggravare la situazione. Esattamente come i partiti “di destra”.

È per questo che è sempre più facile fare governi di larghe intese: se l’obiettivo a lungo termine è lo stesso, si può anche decidere di percorrere un tratto di strada insieme. Come alleati. Ma come dicevo prima i problemi restano e le alternative, come un fiume in piena, non possono essere arginate e contenute per sempre, così si scavano altre vie e trovano altre forme di espressione. Per questo la classica distinzione tra destra e sinistra non è più attuale: esiste un campo di forze sistemiche e un campo per quelle alternative. In entrambi i due campi poi esistono differenze, sebbene siano sempre più sfumate nel primo e molto più marcate nel secondo. In prospettiva si sta andando verso una politica tripolare fatta da un grande nucleo centrale pigliatutto paladino del sistema così com’è (“il Partito della Nazione”) e dalle sue alternative, a loro volta inconciliabili tra loro.

Non è un caso quindi che Syriza sia arrivata al Governo della Grecia dopo il palese fallimento dei governi socialisti e conservatori che l’hanno preceduta, così come che in Spagna Podemos e Ciudadanos siano in costante ascesa a discapito del consolidato bipartitismo tra PSOE e PPE. Ma non è casuale nemmeno l’ascesa del Movimento 5 Stelle in Italia, del Front National in Francia, dell’UKIP in Gran Bretagna e dei tanti movimenti e partiti xenofobi, razzisti e antieuropei in tutto il vecchio continente.

La grande differenza è che chi tende a sinistra cerca di immaginare una nuova alternativa per andare oltre al neoliberismo, mentre chi scivola verso l’estrema destra immagina come unica soluzione il ritorno al nazionalismo, alle tradizioni e al protezionismo. In conclusione penso che questa nuova dimensione politica non stia più seguendo una logica monodimensionale, ma sia proiettata più su un piano cartesiano con l’asse delle ordinate a rappresentare una nuova sfida: andare oltre il classico schema destra-sinistra. Nel mio caso sicuramente andare oltre a questa sinistra che di sinistra ormai non ha più niente.

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