Il Fantastico Mondo di Lorenzo

Io in fondo non me la sento di dare contro a Jovanotti per la sua affermazione sui giovani che “dovrebbero lavorare anche gratis, per volontariato, per accumulare esperienza”. In fondo è vero che tutti in qualche misura abbiamo fatto qualche piccola esperienza come volontari a qualche sagra o a qualche festa di parrocchia o di partito, di paese o di città! Quindi perché non provare a demolire questo muro di gomma che separa il lavoro retribuito dal volontariato?!?

Sicuramente non fantastico mondo del cantante-filosofo toscano non servono i soldi per pagare la casa o per fare la spesa e senza dubbio non è mai esistito che un sottosegretario del Governo additasse come bamboccioni e sfigati i trentenni che ancora vivono con i genitori. Dico cosi perché, a quanto pare, nel mondo di Jovanotti basta accumulare esperienza che poi tutto ti gira bene! Ma, anche se mi piacerebbe tanto funzionasse cosi, il sistema lavora in un altro modo e resta saldamente ancorato al denaro e alla regola fondamentale che ogni attività lavorativa deve essere retribuita. Sempre.

Altrimenti si parla di volontariato e si esce dalla sfera di ciò che è necessario per vivere in questa nostra società: il lavoro è la base di tutto (art.1 della Costituzione!), mentre il volontariato è qualcosa di straordinariamente bello, ma accessorio. Quindi pensare che si possa pagare il lavoro con l’esperienza è pura follia. Almeno fino a che le banche non accetteranno di prestare soldi o di concedere mutui in cambio della stessa esperienza!

Immaginatevi la scena: “Salve io vorrei accendere un mutuo per comprare casa”“Buongiorno, certo, mi faccia vedere la sua esperienza e vedremo cosa possiamo offrirle!” – “Ho lavorato per molti anni come idraulico e come carpentiere, potrei mettermi a vostra disposizione se avete problemi in qualche filiale” – “Beh si, vediamo, allora le potremo concedere un mutuo in cambio sul suo lavoro in esclusiva per i prossimi 30 anni!”. Capite quanto sia surreale questa scena!?!

Stiamo attraversando già un periodo di profondi cambiamenti del paradigma che governa il mondo del lavoro e ogni passo va verso l’ignoto e lo sconosciuto, ma una cosa pare abbastanza chiara: nessun cambiamento puntuale può migliorare la situazione complessiva della società se non cambia l’intero sistema economico e finanziario che ci governa! Parlare di lavoro gratuito in maniera superficiale, insieme al progressivo accettamento della perdita delle tutele storiche (art.18), può solo portarci a finire in un vortice per cui solo chi sarà disposto a prostrarsi di fronte al padrone potrà avere il privilegio di lavorare.

E davvero vogliamo arrivare a considerare il lavoro un privilegio?!? O forse non sarebbe meglio lasciare questa visione nel fantastico mondo di Lorenzo?!?

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