Il Prezzo della Democrazia

Ancora non ho ben capito se il referendum indetto dal Premier greco Tsipras sia un bluff o meno, ma sono certo che la prospettiva del Grexit fa già molta paura ai mercati europei e mondiali, soprattutto se arrivasse come conseguenza diretta di un voto popolare. In questo caso, infatti, si andrebbe a contrapporre la classica visione tecnocratica dell’Europa ad un riscatto popolare diretta espressione di un voto secco: di fatto il popolo greco sarà chiamato a decidere se affidarsi ancora alle cure dei suoi creditori (di fatto autocommissariandosi) oppure se tirare la corda probabilmente oltre il punto di rottura.

Questo discorso può essere affrontato su molteplici piani, ognuno partendo da prospettive diverse; diventa perciò molto difficile trovare l’angolo giusto per poter giudicare complessivamente la Grecia, Tsipras, l’Europa, la Troika, la BCE e tutti gli altri attori di questo spettacolo surreale. Quello che è assodato è che la Grecia ha un debito complessivo pari a circa 330 miliardi di euro suddivisi tra il FMI (30 mld – 10%), la BCE (6%), Fondo Europeo Salvastati (142 mld) e singoli governi europei (53 mld). L’esposizione di privati nel debito greco è limitata ad un quinto, mentre quella tedesca è di circa 60 mld di euro, quella francese di circa 40 mld e quella italiana poco inferiore. Uno dei tanti problemi è che questo debito è stato preso in carico dagli Stati per salvare le banche dal rischio di default! Praticamente l’Europa e gli altri creditori hanno salvato le banche dalla loro forte esposizione andando a collettivizzare il rischio e probabilmente le perdite che questa crisi porterà.

Il secondo problema lo si può ritrovare nella frase fatta “I Greci hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità!”. In realtà i conti greci non erano così molto dissestati: avevano criticità molto simili alle nostre e necessitavano di riforme strutturali, ma non presentavano un profilo così catastrofico com’è invece quello di questi giorni. La Grecia nel 2009 aveva quasi 1 milione di dipendenti pubblici, spendeva il 14% del PIL in pensioni e aveva un rapporto debito/PIL intorno al 130%, ad oggi lo stato conta un -26% di dipendenti, spende sempre circa il 14% per le pensioni (proprio come l’Italia), ma ha visto schizzare il debito a quasi il 180% del proprio PIL. Per capire meglio però va aggiunto che il PIL greco è crollato del 25% in 5 anni. A causa di cosa? O di chi?

L’altro grande problema di tutta l’Eurozona è quello di considerarsi sempre e comunque una comunità economica omogenea sia negli obiettivi che nella scelta degli strumenti, quando in realtà ogni Stato viaggia con sistemi economici diversi, con priorità peculiari e utilizzando mezzi studiati appositamente per la propria situazione. Aver avuto la presunzione di creare l’Euro senza prima aver disegnato un modello di guida politica è stata la radice di tutti i mali, in quanto la speculazione ha cercato e ha trovato l’anello debole, l’ha agganciato e adesso, in caso di affossamento della Grecia, nessuno può sapere con esattezza cosa succederà dopo!

Adesso cosa possiamo fare? E cosa dovremmo aspettarci da questo referendum? Da un lato ci sono quei soldi che ballano e che i greci dovrebbero restituire ai loro creditori per poter restare al tavolo e continuare a “giocare”, dall’altro c’è il principio sacro della democrazia che dovrebbe dirci come un mandato elettorale e un voto popolare hanno sempre più ragione di tutte le regole e le leggi economiche e finanziarie di questo Mondo e di questa Europa. Se i greci voteranno NAI (Si) al referendum di fatto sfiduceranno Tsipras e accetteranno ogni riforma la Troika vorrà in cambio del salvataggio, al contrario se opteranno per l’OXI (No) rigetteranno il principio per cui chi presta i soldi detta anche l’agenda, rischieranno di uscire dall’Euro, quasi sicuramente non ripagheranno il loro debito, causando altre speculazioni e altri problemi a livello europeo.

Quindi in fondo la vera domanda è se nella nostra cara Europa conta più il denaro o la democrazia. Ed è profondamente significativo che tale dibattito e tale referendum si svolga proprio in Grecia, madre di tutti noi e della democrazia. Se solo fossimo in grado di affrontare questi argomenti in tutti i nostri paesi. Sapremmo capire quanto è il prezzo della nostra democrazia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...