La Rana Bollita

Fa molto strano pensare oggi a quel lontano 2007 in cui i DS scelsero di fondare, insieme alla Margherita, il Partito Democratico. Allora ero solo un militante della Sinistra Giovanile, muovevo i primi passi in questo mondo e mi trovai catapultato, quasi in contemporanea, nella lista dei candidati per il Consiglio Comunale del mio paese e nell’organizzazione del Congresso di scioglimento del partito.

Mi trovai istintivamente schierato con chi non era d’accordo, lottai e mi impegnai con tutto me stesso sulla base di considerazioni che vedevo anche tra chi sostenenva la nascita del nuovo partito. C’era molta paura di vedersi scippati della propria storia e delle proprie tradizioni, molto timore di trovarsi al servizio dei vecchi nemici democristiani e solo qualche speranza di riuscire, con questa invenzione, a diventare la forza di riferimento per il riformismo italiano.

Oggi, dopo quasi 10 anni, posso dire di aver sbagliato solo in una cosa: aver dato una possibilità a questo PD.

Si perché, proprio come prevede principio della rana bollita, è stando tranquilli in pentola che si rischia di finir bolliti mentre viene scaldata l’acqua! Ed è questo che è successo ai militanti PD sinceramente di sinistra. All’inizio infatti la fusione veniva vista come una specie annessione dei margheritini, senza che ci potesse correre il rischio di annacquare l’identità di sinistra del nocciolo duro del partito. Certo, di sicuro ci sarebbe stato un dialogo più ampio e sarebbe stato necessario un ripensamento del modo di “fare politica” dei militani, ma nessuno si sarebbe aspettato di finire al Governo con le forze di destra. E senza vergogna alcuna!

E anche se ora ammetto l’errore, ci sono cascato anch’io quando entrai nel PD dopo un po’ di anni passati fuori. In realtà il lento scivolamento al centro era già visibile e presente, ma, ancora una volta, tutti erano convinti di poter cambiar rotta in ogni momento. Ci cascai perché vedevo persone serie e profondamente di sinistra spendersi con tutta la loro passione per il partito, così, pensavo, perché non portare anche il mio contributo? Peccato però che l’acqua nella pentola abbia continuato ad essere scaldata e che nessuno si sia accorto di esser finito bollito.

In fondo è bastato un banale ricambio generazionale di facciata per spacciare la parte giovane della dirigenza della Margherita come la ventata di freschezza che seriva al PD per cambiare marcia! Non può essere solo un caso che gli “ex-DS” siano sempre gli stessi (Bersani, D’Alema, Fassino) mentre gli altri sono tutti quarantenni di finto primo pelo come Letta, Renzi e Franceschini. Chiaramente questa è stata una grave colpa di una parte e un merito dell’altra, ma che ha nei fatti truccato le carte del dibattito interno nel partito, indirizzandolo più sullo scontro generazionale(la rottamazione) che sulle tematiche classiche.

Adesso che le menti sono narcotizzate da questi dibattiti su temi secondari, nessuno sembra accorgersi di stare al Governo da 2 anni con Alfano, Giovanardi, Formigoni e compagnia cantante e solo pochi sollevano critiche severe quando sul carro di Renzi salgono anche Verdini e Bondi. Per giustificare questa politica si sostiene che, per puntare alla maggioranza, sia necessario cercare i voti degli elettori di destra. Giusto. Ma a questa obiezione rispondo con almeno due osservazioni: prima di tutto si dovrebbero cercare i voti degli elettori, non dei senatori, poi, come secondo punto, vorrei sottolineare la disparità di trattamento tra i dissidenti interni e le opposizioni di sinistra e le forze di centrodestra. Per quale motivo si devono cercare solo i voti a destra? Chi l’ha detto? Chi l’ha stabilito? Forse perché con tali forze si può trattare meglio sulla base di “semplici” scambi di poltrone?

Lascio la domanda aperta per concludere questo mio post in maniera tristemente ironica: ho lottato contro questo PD già prima che nascesse, mi sono fatto risucchiare dentro come un pollo e ho creduto che potesse davvero essere la speranza per il futuro di questo paese, poi però l’inganno è stato svelato e improvvisamente ho capito che l’acqua era bollente e sono schizzato fuori giusto un attimo prima del punto di non ritorno.

Io sono salvo, ma l’Italia? E la Sinistra italiana? Chi la salverà? È ancora possibile salvarla? Vedremo.

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