La grande svolta

Nelle due settimane in cui sono stato in Irlanda ho letto solo notizie surreali dal mio paese (come quella del funerale ipertamarro del Casamonica), ma questo non mi ha turbato molto visto quanto noi italiani siamo abituati“sguazzare nello sterco”, tanto per usare un francesismo. Il vero turbamento lo sto vivendo già da parecchio tempo, da quando ho perso le chiavi di casa e non riesco più a sentirmi bene in nessun “luogo” e con nessuno nel parlare di Politica.

Me ne sono andato dal PD perché, citando Žižek: “Dobbiamo ammettere che quella che in un primo momento abbiamo considerato incapacità di realizzare compiutamente un nobile principio, è un’incapacità insita in questo stesso principio: imparare questo passaggio dalla distorsione di un’idea – la sua realizzazione incompleta – alla distorsione implicita nell’idea stessa è la grande svolta della pedagogia politica.”

Ecco dove ho visto la grande svolta: nell’aver capito l’impossibilità perpetua che quel partito, il PD, potesse in qualche modo incontrare compiutamente le mie, forse troppo alte e pretenziose, aspettative politiche. Ed ecco che ho visto il PD diventare rozza materia, pur avendo le potenzialità per essere ben altro; come Pasternak fa dire all’amico del Dottor Zivago “È successo più volte nella storia. Quello che era stato concepito come nobile e alto, è diventato rozza materia. Così la Grecia è diventata Roma, così l’illuminismo russo è diventata la Rivoluzione russa.”

Ma ora non voglio fare per l’ennesima volta la storia di come ho preso questa decisione, ma solamente chiarire che di fronte ad una semplice scelta tra due opzioni, io ho fatto la mia e rispetto chi ha fatto l’altra. La scelta era tra il mettere avanti i principi ideali dell’agire politico o quelli pratici; io preferisco e continuo a sentirmi più in pace con me stesso nel pensare (e nello sperare) che la politica abbia una dimensione ideale, ma non posso certo affermare che questa scelta porti al Governo! Chi, d’altra parte, ha deciso di preferire sacrificare gli ideali per garantirsi migliori possibilità di governare ha semplicemente optato per l’altra strada. Niente di strano o perverso.

Semplicemente tutti noi dovremmo capire che questo “Principio di indeterminazione di Heisenberg” applicato alla politica non può essere eluso e che se si sceglie di preferire il Governo, si deve rinunciare ai valori, mentre se si preferisce la scelta opposta è probabile che ci si ponga molto spesso all’opposizione. Molti storcono il naso di fronte a queste parole, ma credetemi, prima ce se ne fa una ragione e prima si può reagire e attivarsi! Questo è ciò che ho fatto io, e credetemi, adesso sono molto più rilassato!!

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