Il Sindaco Dimezzato

Roma, Capitale d’Italia, di fatto è rimasta senza Sindaco. E la cosa sta passando come una normalità in questo fine Agosto italiano. Il Consiglio dei Ministri ha affiancato al Sindaco Marino il prefetto Gabbrielli e lo ha investito di poteri mai visti prima nella storia dell’Italia Repubblicana. Certo è che l’Urbe è stata scossa da una serie di scandali legati al malaffare, alla malavita e alla cattiva gestione pubblica che poco si addicono ad una metropoli europea, ad una capitale nazionale e ad una città che, purtroppo, dovrà ospitare un evento (nemmeno deciso autonomamente) come il Giubileo straordinario di Dicembre e che si è candidata ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024.

L’intervento del Governo è molto invasivo, dato che entra nel cuore pulsante di ogni settore e di ogni competenza municipale e l’affida ad un secondo (e vincolante) parere di un funzionario ministeriale, com’è appunto il prefetto. Senza considerare il fatto che Marino ha dovuto, non si sa quanto spontaneamente, fare una giunta di pseudo-commissari come l’assessore Sabella, messo lì proprio come uomo-ombra del Sindaco. La domanda vera è semmai come mai il Governo non ha voluto sciogliere il comune per infiltrazione mafiosa o, in maniera più soft, per quale motivo il PD non abbia spinto Marino a dimettersi o non l’abbia sfiduciato.

Le risposte che posso darmi sono molto varie, ma difficilmente vedono Marino in un ruolo di referente attivo per i vari clan malavitosi attivi nella Capitale (tipo i Casamonica). Piuttosto credo che l’amministrazione capitolina in questi anni abbia o abbia provato a rompere alcuni meccanismi molto ben
oliati che vedevano la distribuzione di favori, appalti e denari pubblici tra molti soggetti e che questo attivismo abbia in qualche modo irritato molti ambienti sia nel mondo criminale che in quello del sottobosco politico romano.

Sta di fatto che per la prima volta in Italia abbiamo un Comune, la Capitale per di più, in cui è assodata l’infiltrazione mafiosa, che non viene sciolto nella sua interezza, ma in cui si commissaria il Sindaco senza un vero e proprio iter istituzionale che lo garantisca. L’unica spiegazione che viene data è la “figura internazionale” che si prova a evitare tenendo al suo posto il Sindaco, ma se questa fosse l’unica ragione allora saremmo doppiamente ridicoli per come affrontiamo un’emergenza che potrebbe portare nel giro di pochi mesi ad un’altra, poi ad un’altra, senza mai trovare il modo per uscirne.

D’altra parte è così che noi italiani viviamo. Sull
e emergenze. E sul dimenticare i problemi più che a risolverli!

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