Le Vittorie degli Altri

“La vittoria di Tsipras in Grecia è la più grande vittoria della sinistra italiana dai tempi di quella di Zapatero in Spagna“. Questa battuta presa da Spinoza.it rende perfettamente la situazione della sinistra nel nostro paese, soprattutto ora che Jeremy Corbyn è diventato il nuovo leader del Labour Party nel Regno Unito.

È sempre bello vedere che nei nostri paesi vicini si reagisce con svolte a sinistra ai lunghi anni di governo di destra (Spagna), alle politiche di austerità (Grecia) o a scelte neocentriste e liberali (Regno Unito). Certo che per i paesi dove “la sinistra” sceglie una strada più “radicale”, ce ne sono molti altri dove si sceglie l’altra via, quella centrista, e meno progressista, quella della Grande Coalizione (Germania) o quella della LiberalDemocrazia (Francia e Italia). 

Quello che mi fa sorridere (anche se devo ammettere di festeggiare anch’io in questi casi) è che noi abbiamo la tendenza a celebrare i nuovi paladini della Sinistra come fossero i salvatori anche della nostra patria, a prescindere dal loro cammino politico, dalla loro peculiarità personale e dalla storia della loro nazione. A noi piace affidarci agli altri perché non siamo capaci di creare in casa un nostro Zapatero, un nostro Tsipras o un nostro Corbyn e questo è la vera disgrazia per il nostro paese.

Lasciando fuori dal conto il fenomeno Tsipras, con le sue particolarità legate alla crisi dell’Euro e della Grecia, prendo come esempio la storia, l’evoluzione e i leader di quattro partiti di sinistra europei (PSOE – Spagna, PS – Francia, Labour – UK e SPD – Germania) per confrontarli con quello che è successo da noi. La prima osservazione da fare è che questi partiti hanno una tradizione secolare e una struttura molto solida e rigida che si è formata in base a sistemi elettorali e istituzionali poco flessibili o modificabili, mentre in Italia sono stati i partiti a disegnare il sistema e a modificarlo per cercare di aumentarsi in maniera artificiale il potere. Di fatto in Europa è il sistema che ha creato i partiti, in Italia sono stati i partiti a creare il sistema!

È logico quindi che, dato questo primo “bug”, anche i leader del partito abbiano meccanismi di selezione che variano molto e che in Europa seguono logiche diverse da quelle italiane. Senza che questo voglia forzatamente significare sempre e comunque opposizione totale a tutto e a tutti! La SPD tedesca è abituata a governare con la CDU così come il Labour ha più volte governato con altri partiti, il PSOE ha partecipato a governi di unità nazionale con il Partito Popolare e i socialisti francesi votano il candidato dell’UMP in ballottaggi contro il Front National dei Le Pen.

La vera discriminante arriva quando si perdono quei tratti per cui si è una forza di sinistra! In Italia, ahimé, questo passaggio non viene percepito come un problema, se ti porta al Governo. Per dirla diversamente: c’è una differenza abissale tra portare la propria politica al Governo e adattarsi in tutto e per tutto per arrivare a governare! Nel primo caso si porta un contributo ben definito, nel secondo si diventa qualcosa di indistinto, nebuloso e molto poco definito. Nessuno, nei partiti europei che ho citato, sognerebbe di ridefinirsi fuori da alcuni paletti ideologici, mentre qua da noi sono in molti ad essere pronti a vendere tutto per una poltrona al Governo!

Sicuramente fa piacere, per chi crede nei valori veri della sinistra, vedere gli Zapatero, i Corbyn e gli Tsipras arrivare a guidare i loro partiti o addirittura i loro paesi, ma fa ancora più rabbia vedere l’impossibilità di vedere qualcosa di simile nascere e crescere nel nostro paese o nei nostri partiti. Ed è per questo dovremmo continuare ad accontentarci di festeggiare le vittorie degli altri.

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2 pensieri riguardo “Le Vittorie degli Altri

    1. Dipende! Se per “politicamente” intendi come idee di fondo direi di si, anche se qualche dubbio sulla sua posizione europea lo nutro, ma è pur sempre un inglese! Se invece intendi se la sua leadership può risultare vincente, o ancora meglio essere utile a cambiare davvero il Regno Unito, l’Europa e il Mondo, beh allora credo che sarà l’ennesimo leader di sinistra che durerà poco o che sarà costretto a snaturarsi per durare…

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