When the music is over

Quando la musica si ferma inizia la corsa alle sedie e alle poltrone. Questa sembra essere la situazione nel nostro paese all’indomani del penultimo passaggio parlamentare della riforma costituzionale e, soprattutto, in vista di un 2016 che si preannuncia molto caldo sul fronte degli appuntamenti elettorali.

Il 2016 porterà al rinnovo dei Consigli Comunali e all’elezione di nuovi sindaci nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli e Genova) nonché si chiuderà con il referendum confermativo della riforma costituzionale che dovrebbe essere approvata in ultima lettura alla Camera entro pochi mesi. E come si comporteranno quelli che oggi dicono di voler creare l’unità della Sinistra?!?

Prima di tutto ci sono quelli che nonostante tutto sono rimasti nel PD (per cambiarlo da dentro). Loro sappiamo che sono in larga parte contrari alla riforma della Costituzione e che voterebbero NO a corsa, se questo non influenzasse le loro speranze di poter contare qualcosa nei Comuni dove si vota. Purtroppo questo estremo tatticismo nel cercare di tenere insieme l’intenibile è la filosofia di base pure di SEL che, tramite il suo Presidente Vendola, va a dire che ogni situazione (amministrativa) va valutata in maniera indipendente e che non si può fare una scelta politica nazionale da fare ricadere sulle singole realtà locali. 

Giusto. Niente da obiettare. Se non fosse che questa tornata elettorale sta assumendo sempre più le proporzioni di un plebiscito sul Governo Renzi, sul suo operato e soprattutto sui suoi metodi. Da questo assunto ne deriva che il tempo dei tatticismi e delle mezze misure deve esser messo da parte e che si deve scegliere se stare a raccogliere le briciole lasciate dal PD renziano o se provare a costruire qualcosa di veramente alternativo ad esso. 

Stare a fare la stampella del PD a livello locale quando poi si è pronti ad aprire una stagione costituente a sinistra dimostra lo scarso acume politico di un ceto completamente distratto dalle vere battaglie da combattere e concentrato solo nel conservare i pochi posti di “potere” che restano liberi dopo il passaggio delle orde del Partito della Nazione.

Nel 2016 dovremo scegliere solo da che parte stare e non ci saranno mezze misure: o con Renzi o contro di lui. Altre opzioni non esistono.

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