Se questa è democrazia

In un silenzio mediatico assordante il Portogallo si sta contorcendo in una delle situazione più tragiche e sintomatiche dell’attuale panorama politico europeo se non mondiale. Ma nessuno, tranne pochi, ne parla e sembra che tutto continui a scorrere normale in quel di Lisbona!

Eppure basta mettere in fila due numeri per capire cos’è andato storto nel paese del fado e del Porto: il sistema elettorale per le legislative ha portato il partito del premier uscente, di centrodestra, Pedro Passos Coelho alla maggioranza relativa sia in termini di voti che di seggi (38.5% – 107 su 230), ma ha anche consegnato la possibilità alle sinistre di unirsi per provare a governare con i restanti seggi distribuiti tra il Partito Socialista (32.4% – 86 seggi), il Blocco di Sinistra (10.2% – 19 seggi) e la Coalizione Democratica Unitaria (8.27% – 17 seggi).

Ecco che si arriva dunque allo snodo di questa storia paradossale: il Portogallo si trova con un partito di maggioranza che non riesce a trovare alleati per governare, mentre le minoranze si saldano e raggiungono un accordo di coalizione per andare al Governo insieme per la prima volta dalla rivoluzione del 1976. Logica vorrebbe che il Presidente dia l’incarico di formare l’esecutivo a coloro che dispongono di una maggioranza parlamentare, cioè la coalizione delle sinistre, e invece richiama il premier uscente e lo incarica di formare un Governo di minoranza!!!!

Su quali basi? Su quali prospettive? E soprattutto con quale mandato?!?

Il mandato è chiaramente quello di Bruxelles che non vuole, per nessun motivo, ripetere l’esperienza di Atene e che avrà esercitato ogni pressione possibile sul Presidente affinché rendesse il mandato a Passos Coelho. Infatti il leader della destra portoghese non è stato solo un mesto esecutore delle cure della Troika, ma un vero e proprio paladino dell’austerità e la sua debacle elettorale ha dimostrato abbastanza palesemente la direzione che i portoghesi vorrebbero prendere.

Peccato che la volontà del popolo portoghese in questo discorso sia finita sotto il tappeto, calpestata dalla prospettiva di un altro caso Grecia sulle sponde del Tago! E quali prospettive può avere un Governo che nasce già sfiduciato dal popolo e dal Parlamento? Purtroppo la questione sarà, ancora una volta, posta in maniera molto diversa e suonerà come una scelta di interesse nazionale che non prevede alternative se non quella di sostenere il Governo di Passos Coelho costi quel che costi.

Vedremo se le forze della Sinistra resteranno coese e compatte nel proporsi come alternativa credibile e se il Governo di minoranza saprà trovare i voti mancanti in Parlamento. Fatto sta che questa orrenda forzatura del naturale ordine costituzionale di un paese sovrano ha scoperchiato il velo d’ipocrisia che regna sul rispetto che le istituzioni europee hanno verso le elezioni nazionali.

La verità è che i processi democratici e partecipati sono un enorme impiccio e rischiano in ogni momento di far saltare l’equilibrio. Com’è successo con Syriza in Grecia, com’è successo adesso in Portogallo e come potrebbe succedere con Podemos in Spagna tra qualche mese!

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