Accentramentamente

Mancava un neologismo che indicasse allo stesso tempo la tendenza sia a spostarsi verso il centro dello schieramento politico che quella ad accentrare il potere verso un’unica entità superiore che guida e conduce popolo e paese verso un futuro di prosperità e felicità. Ecco perché questo mio post prende questo nome così surreale.

E per questa nuova moda l’Italia è stata il terreno di coltura perfettoun substrato profondamente conservatore e tendenzialmente poco affine a cambiamenti, un popolo ricco di inventiva soprattutto nel campo dell’arraggiarsi e una grande voglia di essere sempre al centro dell’attenzione in tutto. Anche quando i mezzi e le capacità scarseggiano o sconsiglierebbero di provare certe avventure. 

Noi italiani amiamo le sfide, ci piace pensare di organizzare le Olimpiadi, ci tocca ospitare i Giubilei e ci sentiamo importanti nel programmare eventi di scala mondiale come l’Expo, ma poi, quando ci troviamo a doverli realizzare, siamo quasi sempre costretti a scavalcare tutte le procedure per affidare tutto ad un commissario. Noi italiani amiamo allo stesso modo la democrazia, i diritti e le libertà individuali e collettive, ma poi, quando ci troviamo di fronte a difficoltà, andiamo nel pallone e sospendiamo le normali procedure democratiche per affidare tutto a decreti e commissari prefettizi.

A questa naturale inclinazione italiana verso il commissariamento mancava proprio un protagonista politico capace di ergersi a moderno Napoleone per completare la transizione verso il centro del piano cartesiano. Mancava Matteo Renzi, che è riuscito a diventare quel qualcosa che tutto catalizza, che tutto vuole e che niente lascia, quel potere che è capace di stritolare un Sindaco eletto per sostituirlo con un Prefetto a sua disposizione, che decide ciò che è bene e ciò che è male senza dar modo di discutere perché andargli contro è da gufi e da anti-italiani. Mancava un uomo che unisce Palazzo Chigi alla segreteria del PD e usa in maniera indifferente i due ruoli per colpire, punire, allearsi, disfarsi, trattare, annichilire, offendere, accarezzare o lodare chi gli dimostra più fedeltà e riverenza in quel preciso momento.

La congiura di Roma che ha visto 26 consiglieri dimettersi per far cadere il Sindaco Marino senza sfiduciarlo in aula è la riprova di come gli eletti (consiglieri e parlamentari) siano considerati ormai solo numeri nelle mani di un regista superiore che decide le sorti dell’organo monocratico (oggi Marino, ieri Letta) per mangiarsi un’altra fetta di potere. Commissariandola. E accentrandola. Come succederà a Milano dove in qualche modo sarà Sala a diventare il prossimo Sindaco meneghino. Dopo esser stato, guarda caso, commissario unico di Expo. Uomini di centro, al centro e per il centro. Che si fanno sempre trovare pronti. Tanto in fondo la palla in questo gioco finisce sempre lì al centro, manco si giocasse su un piano inclinato.

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