La bellezza dell’idealismo

Oggi tra i tanti articoli e le tante letture che mi passano sullo schermo mi ha molto colpito il bel video di Gary Younge sull’importanza dell’essere idealisti in un Mondo completamente appiattito sull’essere realisti e concreti. Il giornalista inglese non vuole, lo dice chiaramente, attaccare la politica reale o mettere in contrapposizione i pensatori idealisti con gli statisti pragmatici, ma cerca di alzare il livello della discussione portando molti esempi (M.L.King, Gandhi, Mandela) di come senza visioni utopiche non sia possibile, prima o poi, ottenere qualcosa di reale.

La mia visione politica attuale è esattamente questa. Non avrei trovato parole migliori per descrivere il mio stato d’animo attuale e forza che mi spinge, ogni volta, a rimettermi in gioco e a rimboccarmi le maniche per nuove sfide e nuove battaglie. Ci sono politici che guardano all’oggi e che sono bravi, onesti e capaci nell‘amministrare il presente e altri che sognano, sperano, progettano e pensano a nuovi mondi, nuove possibilità e nuove alternative in un futuro non ben precisato. Non ci sono gerarchie in questo, c’è chi è realista e chi idealista, anche se, ahimè, sempre più spesso veniamo convinti che il realismo è un bene e l’idealismo è un male. 

Non è così. E dobbiamo dircelo a gran voce. Senza gli ideali perdiamo la prospettiva delle grandi battaglie storiche, veniamo schiacciati in una dimensione spazio-temporale che comprende solo il qui e l’adesso, senza considerare l’importanza degli altri luoghi, delle altre persone e, soprattutto, delle future generazioni. Ecco perché veniamo spinti ad aumentare consumi, investimenti e a cercare il profitto nel più breve lasso di tempo possibile a qualsiasi costo. Siamo stati schiacciati in un Mondo che, privato di profondità ideale, è solo basato sul profitto, sull’economia e sul denaro, e se riusciamo a uscire da questo vortice con un colpo di reni rischiamo veramente di non poter più invertire la tendenza.

Per questo è importante rimanere idealisti e cercare di gettare lo sguardo sempre più in là di quello che ci viene richiesto normalmente o che ormai consideriamo come la routine. Oltre alla quotidianità, oltre alla normalità c’è sempre il sogno, la speranza e l’ideale!

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3 Comments

  1. Preferisco Angela Davis o Malcolm X, ma anche il signor King aveva le palle. Persone così rappresentavano (come tanti altri del ‘900), il vedere un futuro più consapevole e migliore per tutti. Una passione che è andata via…

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    1. Più che le persone il commento di Younge è proprio sulla spinta utopica che stiamo perdendo, poi se questa è più simile a quella di King o a quella di Malcolm X è, perdonami la brutalità, secondario! 🙂

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