Les jeux sont faits

Parliamoci chiaro: nessuno può dirsi adesso stupito dal risultato del Front National! Solo chi ha vissuto su un altro pianeta o non ha voluto vedere gli ultimi anni di politica francese può davvero sentirsi spaesato di fronte a questa vittoria del partito dei Le Pen. E questa innegabile vittoria (6 regioni su 13 al primo turno e la prima percentuale a livello nazionale) non potrà essere nascosta dall’ennesimo ribaltamento che il Fronte Repubblicano sta progettando per il secondo turno. Marine Le Pen e il suo partito potranno anche non arrivare a governare alcuna regione, ma avranno conquistato l’intero paese e costretto l’UMP e il Parti Socialiste ad arroccarsi in uno schema ormai vecchio e superato dai fatti.

Utilizzando un mix del vecchio FN di Jean-Marie Le Pen e del nuovo partito della figlia l’estrema destra francese ha creato un qualcosa di tanto nuovo quanto estremamente efficace. C’è stato un periodo in cui il Fronte era il partito dei nostalgici del Maresciallo Petain e della Grandeur Coloniale e che quindi aveva un bacino elettorale molto limitato sia dalla propria classe dirigente che dalla base stessa, ma adesso le cose sono cambiate e il Fronte è l’unica forza politica francese a saper dare risposte agli interrogativi dei transalpini.

Non dico che le risposte del FN siano risposte giuste o sensate, ma solo che in un periodo come questo, dove è importante il tempismo, se le altre forze politiche si accontentano di amministrare quello che c’è senza saper dare risposte che vadano oltre il quotidiano, questo va ad ingrossare le fila del malcontento e delle forze, come il FN, pronte a intercettarlo. Meccanismi simili si vedono in tutti i paesi europei e da noi hanno dato ampio consenso al Movimento 5 Stelle.

Aggiungo anche un altro aspetto che vede la Francia forse più in difficoltà di altri paesi: la loro politica ha sempre vissuto sull’esclusione a prescindere del Front National e questo sta portando a dare per scontato che anche un eventuale situazione come questa possa essere semplicemente risolta con il ritiro dei candidati socialisti o con la convergenza “repubblicana” in chiave anti FN. Sinceramente se io fossi, come probabilmente sarei, un militante del Partito Socialista non gradirei molto questa tattica vista come ordinaria routine e nel corso del tempo potrei anche perdere mordente nel portare avanti le varie iniziative del partito. Perché votare PS o UMP invece che FN se solo loro mi danno una risposta? Ecco, io penso che una buona fetta dei voti arrivati ai Le Pen derivino proprio da questo errore strategico dei socialisti e dei repubblicani. Non a caso il FN è di gran lunga il primo partito tra i più giovani, cioè tra quelli che non conoscono Petain o la guerra d’Algeria!

In conclusione va detto che sia il PS che l’UMP non sono campioni del rinnovamento e, visti con gli occhi di un elettore neutro, si assomigliano sempre più. Per tutto questo credo che l’unico modo che i socialisti, i repubblicani o chiunque in Francia voglia cercare di bloccare questa emorragia verso il Front National debba prima di tutto scendere nei temi e rispondere colpo su colpo alle argomentazioni del FN.

In realtà ci sarebbe un’altra opzione, che io chiamo “Italian Job”, che è quella scelta e praticata dal PD di Renzi qua da noi per arginare il M5S e la destra fascioleghista di Salvini e cioè scendere nella palude del populismo esattamente come i propri avversari! In questo modo si svuota tutta la politica e si parla solo per spot e per slogan, senza entrare nei dettagli, senza approfondire i temi e senza sporcarsi mai troppo le mani. Alla fine diventa solo una guerra comunicativa che si può vincere e si può perdere, ma che di sicuro non è più una guerra “politica”.

Quindi cari amici francesi oltre a serrare i ranghi contro il Front National dovreste iniziare a ripensare le vostre linee politiche per evitare, un domani, di trovarvi come noi alle prese con tre diversi populismi maggioritari!

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