InSindacabile Giudizio?

La lettera dei Sincaci Arancioni Pisapia, Doria e Zedda in cui chiedono all’elettorato e alle forze politiche di centrosinistra di restare unite per evitare un Effetto Francia che porti alla deriva populista e destrorsa il paese è forse uno degli esempi più patetici di miopia politica che ricordi. I tre sindaci sono stati l’esempio più bello e più profondo di una stagione, quella del 2011, in cui il centrosinistra stava sbocciando e l’asse PD-SEL sembrava esser destinato a dar vita nel breve periodo ad un vero partito laburista o socialista anche nel nostro paese.

Richiamare quella stagione oggi per opporsi al rischio concreto di lasciare il paese nelle mani di Salvini o di Grillo è un errore sia di analisi che di proposta politica: prima di tutto perché credere che basti saldare le forze a sinistra contro qualcuno non è mai servito ad arginare niente e anzi spesso si è rivelato essere solo un’ulteriore spinta per “la minaccia” e, in secondo luogo, proporre una Santa Alleanza contro la destra fascioleghista e il qualunquismo grillino sotto il segno dell’asse governativo PD-NCD mostra la palese mancanza di prospettiva di questa operazione.

Nella loro lettera i tre sindaci superano questo scoglio definendo l’alleanza di Governo semplicemente come un qualcosa di temporaneo, anche se tale ottimistica visione della cosa è stata ampiamente contraddetta dalla realtà in quanto la saldatura tra l’NCD e il PD è ormai stabile e la sinergia tra i due partiti è praticamente totale in ogni aspetto delle politiche di Governo. La prospettiva temporanea a cui fanno riferimento i sindaci è quella con cui è nata questa legislatura e che avrebbe dovuto riportarci alle urne già quest’anno o al massimo il prossimo, ma come ben sappiamo con il passaggio dal Governo Letta a quello Renzi si è passati da un esecutivo emergenziale ad un di legislatura con un suo programma, con le sue politiche e la sua strategia di lungo respiro. E in questo rovesciamento di strategia com’è possibile conciliare un ricompattamento della sinistra dato che di sinistra ormai non resta più niente?

Ecco il motivo per cui penso sarebbe molto più facile e molto più utile nell’ottica di ostacolare l’ascesa dei vari populismi intraprendere la strada delle scelte radicali e delle nuove alternative piuttosto che rinchiudersi dentro (e dietro) all’esistente. Se i tre sindaci, come molti democratici, pensano ancora che il PD possa rappresentare un modello di partito aperto e plurale con una naturale inclinazione a sinistra, credo dovrebbero leggersi punto per punto i tanti provvedimenti del Governo e le tante uscite di Renzi e dei suoi ministri per capire che questo partito non è più quel PD che ha contribuito all’elezione di Pisapia, Zedda e Doria, ma è il partito che porterà il manager Sala a Palazzo Marino e che sta pensando seriamente di contendere Alfio Marchini come candidato a Roma alla destra.

Nel tentativo di arginare Salvini e Grillo quindi la scelta si riduce solo a due opzioni: recuperare voti scendendo al loro livello e pescando nel loro bacino oppure ricostruire un’altra opzione diversa e alternativa. Io credo fermamente nella seconda, nonostante (o grazie a) alla lettera dei Sindaci Arancioni!

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