Last and least

Solitamente si usa dire “last but not least” per sottolineare un elemento che pur introdotto per ultimo (last) non è meno importante di altri (not least). Ecco, nel caso dei diritti della comunità LGBT credo che l’Italia si meriti il titolo di LAST AND LEAST!

Dopo il voto in Irlanda di aprile, proprio in questi giorni il Governo Tsipras ha approvato a larga maggioranza (anche con voti anche del PASOK e di Nea Democratia) la legge sulle unioni civili e ha fatto un primo passo nel riconoscere i diritti a gay e lesbiche. Nel grafico qui accanto è mostrata la grande varietà di situazioni sull’argomento in Europa e si nota subito che l’area del Sud-Europa è quella più vuota e che solo Spagna e Portogallo hanno un regime che prevede sia il matrimonio che l’adozione. Adesso la Grecia che ha raggiunto Malta con le unioni civili (senza adozioni) solo noi, la Serbia, il Montenegro, la Macedonia e la Bosnia siamo rimasti senza una legislazione in materia. E solo noi facciamo parte dell’Unione Europea.

Se guardiamo anche le altre zone d’Europa vediamo che gli altri unici paese senza né Unioni Civili né Matrimoni sono la Moldavia, la Lituania e la Lettonia. La questione non è solo di tempistica, ma è strettamente politica vista la promessa del Governo Renzi di approvare entro l’anno una legge sulle Unioni Civili. Ormai di proposte in quel senso ne abbiamo viste tante e sappiamo benissimo dove si annidano le resistenze a qualsiasi tentativo di normare questa anomalia italiana.

Mi pare evidente come il Governo e il PD cerchi di restare in equilibrio sul filo del rasoio tra le forti spinte della comunità LGBT e della Comunità Europea e le altrettanto forti resistenze della Chiesa Cattolica e dei partiti centristi e conservatori di Governo. Sinceramente il mio scetticismo sul veder nascere una legge sul tema in Italia è dovuto a un paio di fattori: prima di tutto non possiamo ricorrere al referendum come hanno fatto gli irlandesi e inoltre non possiamo sperare di avere una riforma così radicale finché al Governo resta una banda di conservatori come questa!

Non mi stupirei quindi se tra qualche mese questo grafico verrà aggiornato con altre migliorie e con altri paesi che approvano leggi su Unioni Civili, sul Matrimonio Egalitario o sui vari tipi di adozioni, ma resterei davvero molto sbalordito se fossimo noi a muovere il primo timido passo verso il futuro dei diritti e non restassimo, ancora una vota, gli ultimi degli ultimi.

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