Conferenza Stramba

Sinceramente inizio ad essere grande per continuare a stupirmi delle incredibili sortite del Presidente del Consiglio, ma proprio quell’uomo continua a sorprendermi per tenaciafantasia. Anzi no, fantasia proprio no visto quando è ripetitivo noioso!

La Conferenza Stampa di fine anno di ieri è diventata un vero e proprio One Man Show del Premier, nonché l’ennesima occasione per fare il punto sulle cose fatte e sulle cose che saranno fatte nel prossimo mirabolante episodio della saga “Matteo contro i Gufi”. Si perché, se da un lato può perfino essere comprensibile il continuo cercare di “nascondere” i problemi, non lo è per niente il tentare di scaricare ogni singolo grattacapo sulle spalle degli altri. Il Primo Ministro-Segretario PD, che da sempre usa questa tattica, l’ha portata con sé anche a Palazzo Chigi e l’ha resa il vero e proprio pilastro della sua strategia politica.

Non è un caso, infatti, che, ieri come molte altre volte, nelle slide ci fosse il riferimento diretto ai gufi che remano contro e che, nella retorica di Renzi, rappresentano tutti quelli contro la sua azione di Governo. Non se ne fa un problema politico, non si considerano le opinioni, i fatti o le alternative, ma si riduce tutto solo alla scelta tra l’ottimismo del Presidente e il pessimismo dei rosiconi e degli invidiosi. Lentamente si lascia morire il dibattito politico e si dirotta tutto verso il tifo da stadio e su quel piano vince sempre chi ha la narrazione migliore, la visione più rosea, più felice e chi sa offrire la prospettiva più ottimistica.

Non è nemmeno un caso che Renzi, mentre non lascia nemmeno le briciole agli altri sui “successi” del suo Governo, scarichi tutto lo scaricabile su enti locali o sul solito, immancabile, Cantone. La triste realtà, in parte anche ammessa da Premier, è che il 2016 sarà l’anno zero della Politica Italiana e che il Referendum Costituzionale del prossimo autunno sarà il passaggio più critico della nostra storia recente e della sua personale carriera politica.

Buttare tutto sul piano dello scontro tra lento e veloce, tra innovazione e staticità, tra riforme e conservazione è l’arma che Renzi ha scelto di usare e se le opposizioni non sapranno riportare la Politica al centro del dibattito sarà molto facile che la trasformazione sarà completata e l’Italia entrerà in una nuova, a mio avviso deleteria, fase istituzionale.

Purtroppo non è un compito semplice, ma non possiamo arrenderci all’essere considerati solo come gufi ai margini di slide. Gufi funzionali al disegno di un gruppo di persone che inseguono un disegno politico molto pericoloso e molto poco progressista. È questo che vogliamo? Io no e per questo combatterò fino all’ultimo!

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