New Radicals

Questo nuovo anno è iniziato subito con la polemica assurda sul nuovo film di Checco Zalone e sull’analisi sociopolitica del suo straordinario successo al botteghino. Come se le usanze degli italiani al cinema fossero cambiate dai tempi del cinepanettone o che queste siano l’indicatore dell’impegno sociale e politico del popolo intero.

Mi fanno ridere quelli che cercano di fare di Zalone il simbolo dell’italico ottimismo e senso di autoironia e che, conseguentemente lo stanno dipingendo come il nuovo modello di intellettuale che trascina l’Italia fuori dalle secche della crisi di valori dovuta al pessimismo dei radicali di sinistra che vedono tutto nero. E mi fanno pure scompisciare quelli che, al contrario, lo vedono come l’ennesima riprova della bassezza culturale in cui è precipitato il nostro paese: “Tutti a vedere Zalone e nessuno che segue le guerre nel Mondo o si documenta sulle crisi in MedioOriente!”.

La mia visione, molto più terra-terra, è semplicemente che ogni popolo ha bisogno di circenses oltre al panem e che quindi la commedia, il ridere e il divertirsi avrà sempre uno spazio nella vita di tutti noi, gufi o meno. La differenza sarà tutta nel riuscire a porre un limite preciso: capire che non basta ridere sopra ai problemi per vederli sparire magicamente dall’agenda politica del paese, così come, allo stesso modo, non serve a niente evitare di riderci per risolverli.

Io personalmente sono una persona che non ha nessun timore a definirmi radicale: mi piace affrontare i problemi di petto e credo che senza uno studio e una conoscenza molta gente farebbe meglio a tacere invece di parlare, ma non mi permetterei mai di criticare quelle persone che vanno a vedere Zalone. Se vogliamo parlare di geopolitica, di migrazione, di problemi climatici o di riforme istituzionali pretendo una certa preparazione da parte dei miei interlocutori, ma se andiamo al cinema o al pub a chiaccherare allora posso anche sorvolare e pensare di passare una serata con il cervello su OFF.

Non mi definisco radical chic perché non disprezzo gli altri piaceri della vita, ma se si deve intavolare una discussione seria e argomentata non mi piace farlo con persone che non hanno gli strumenti per reggerla. Non avrebbe senso alcuno. A quel punto meglio andare a vedere Checco Zalone e farsi due risate in compagnia!!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...