Cari Compagni

Cari ex-compagni del PD,

Questa lettera aperta è per voi! Per chiedervi cosa vi aspettate da questo nuovo anno e per tastare il vostro umore via via che il tempo scorre e che il tempo di decidere da che parte stare si avvicina. Certo, lo so benissimo, molti di voi democratici si sentono perfettamente a loro agio con Renzi e si rispecchiano pienamente nella sua idea di partito e di nazione, ma io, in questo appello, sto parlando a voi che continuate a dormire male, a rodervi il fegato nelle sezioni e che continuate a criticare ogni parola, mossa o proposta faccia il vostro segretario nonché nostro premier.

Ne conosco tanti che non hanno avuto, per varie ragioni, il coraggio di tornare liberi fuori da un partito che – ammettetelo a voi stessi – non è più il vostro, ma quest’anno che inizia probabilmente sarà il punto di non ritorno e vi spingerà a forza a dover  fare una scelta. Il 2016 sarà l’anno del referendum costituzionale sulle riforme su cui il Governo Renzi ha imperniato l’intera legislatura e non penso che la segreteria PD, guidata dallo stesso Renzi, lascerà molta libertà di manovra ai singoli, ai circoli e agli altri organismi territoriali. Come vi comporterete? Cosa ne pensate? I vostri parlamentari di riferimento, la famosa minoranza PD, hanno criticato molti punti delle riforme, ma alla fine hanno ottenuto poche modifiche e si sono sempre dovuti allineare alla volontà del vostro segretario-premier legati ad uno strano concetto di lealtà-fedeltà verso il gruppo. Voi, che avrete la possibilità di votare individualmente in un cabina elettorale, cosa farete? Vi sentirete sempre legati al partito e voterete SI, farete un po’ i “finti tonti” e voterete NO pur non dichiarandolo? Oppure vi assumerete la vostra responsabilità e farete attivamente campagna per il NO ponendovi di fatto fuori dal partito? Non è importante avere la risposta ora, quando sapere che questa scelta vi sta arrivando addosso. Violentemente!

Molti di voi continuano a ripetere in maniera ossessiva che non esiste sinistra fuori dal PD e che uscendo dal partito si lascia tutta la macchina nelle mani di Renzi e dei suoi. Io, che dal PD sono già uscito, vi dico che avete ragione! Non esiste niente fuori dal PD! Ed è proprio perché c’è tutto questo vuoto che dovreste sentire il profumo della sfida e venire a raccoglierla! Fuori non c’è molto, ma dentro al PD non c’è più la sinistra? Cos’è meglio dunque? E per quanto riguarda la seconda obiezione, state tranquilli, se non ve ne foste accorti Renzi si è già preso tutto e non via ha fatto nemmeno il garbo di lasciarvi gli avanzi! Pensate alla sorte toccata al Sindaco Marino.

Avrei tanto altro da chiedervi e da scrivervi, ma mi limiterò a qualche piccola considerazione sull’altro grande appuntamento che ci aspetta in questo 2016: le amministrative. Cinque anni fa, nel 2011, festeggiavamo insieme quella stagione del centrosinistra che vedeva le vittorie di Pisapia a Milano, Doria a Genova, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari; oggi invece ci prepariamo ad andare divisi in tutte queste città alle quali vanno aggiunte Torino, Roma e Bologna. Ma chiedetevi perché andiamo divisi! A chi possiamo dare la colpa di questa situazione? La mia lettura non cerca responsabilità, ma analizza solo le scelte compiute e devo dire che mi trovo molto a disagio nel pensare di poter andare a governare una città, una regione o l’intero paese insieme a interi pezzi del vecchio centrodestra berlusconiano. Mi pare abbastanza evidente che la scelta di andare in quella direzioni sia il prezzo da pagare per la stabilità dell’esecutivo. Senza considerare che una sconfitta dei vostri candidati in città importanti, magari ad opera dei grillini, potrebbe non essere così poi tanto deleteria nell’ottica di un confronto nazionale. Pensate ad un ballottaggio tra il vostro PD e il M5S per il Governo a un anno di distanza da amministrative perdenti per voi: non pensate che Renzi userebbe anche il fattore paura contro Grillo e i suoi?

Basta così. Mi fermo qua e vi lascio riflettere su questi miei piccoli spunti. Aggiungo solo che la Politica, con la P maiuscola, si fa per le idee e con le idee, altrimenti non è politica. Ma è altra cosa. Vi aspetto che fuori abbiamo tanto bisogno di voi. Compagni!

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4 Comments

  1. … compagni? perdonate eh, di sicuro mi additerete come “l’amico di Bertinotti, quello che fece cadere Prodi – spalancando le porte a D’Alema aggiungetelo, però, eh!”… io con tutti i vostri ed i miei ex compagni, dal 2004 in poi, c’ho provato a costruire qualcosa ma ho sempre trovato di fronte un sacco di brave persone che, incapaci di elaborare il “lutto” del PCI prima e del PDS dopo e addirittura dei DS dopo, hanno sempre affermato: “Fuori c’è il nulla!”… come nello spot fasullo “Adotta un comunista!” (avanzi 1993). Verrebbe da chiedere, prima di lanciarvi nel produrre delle mutazioni, dei cambiamenti radicali, dei funerali ideologici… non è che è meglio pensarci un attimo su? Perchè poi è frustrante assistere a questi riti collettivi di dolore che si concretizzano in cosa? Agli occhi della gente in tante persone che la poltrona non vogliono lasciarla, che fuori del partito non hanno una sola certezza, quella della rielezione. Parla così una persona che, dopo lo sfascio a sinistra e dopo gli strappi suicidi di Veltroni, s’è fatto sempre fregare dal voto utile e dal senso di colpa tipico di chi ha avuto la formazione politica in una sezione del PCI da quando è nato (1979)

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    1. Scusami, ma non ti ho seguito molto… Io personalmente la mia scelta l’ho fatta e non torno indietro… L’appellativo “Compagni” era chiaramente evocativo e spero che sempre meno persone si facciano fregare dal voto utile d’ora in poi e sempre più persone invece tornino a scoprire la bellezza del pensare, del dialogare e del dibattere su tutto e il contrario di tutto! Sinceramente nel tuo commento non ho colto se era una critica, se era un apprezzamento o se semplicemente hai letto “Compagni” nel titolo e ti si è tappata la vena!!

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      1. La vena è tappata da tempo… credo da Genova… la mia era una critica ad un mondo che non comprende mai, se non troppo in ritardo il portato di enormi errori che compie… e purtroppo si sente spesso così investito di una primogenitura autoriale ed ideologica da non avere nemmeno l’umiltà di uno “scusate abbiamo sbagliato”. Non c’è, nella storia della sinistra italiana degli ultimi 40 anni, qualcosa che faccia dire con serenità: “Sapevamo quel che stavamo facendo”. Per dirne una? Chi ha sdoganato quella che allora si chiamava flessibilità ed oggi si chiama precariato? Pacchetto Treu, governo Prodi1. Chi ha inventato lo strumento dei centri di accoglienza, nei fatti rendendoli scatoloni vuoti buoni da riempire a modo loro da Bossi e Fini? La legge TurcoNapolitano! Chi ha creato convinto di una “forza” che non aveva un partito che si regge come una satrapia su tessere? Veltroni… potremmo chiederci chi ha liquidato così tanto frettolosamente una esperienza di partito di massa vero e strutturato, che era anche agenzia sociale, come il PCI e ti dovrei rispondere gli stessi compagni che per anni hanno poi organizzato le discussioni del PDS come club di autocoscienza per la elaborazione del lutto.
        Vecchi vizi mai persi, come quelli del centralismo democratico, del fuori di qui il nulla, del “la lotta si fa dentro e non da fuori”… i risultati? I care, you can, THEY WIN! Il risultato? l’organizzazione e la strutturazione di una minoranza fine a se stessa, interna e contigua ad una realtà politica che della vecchia tradizione quanto delle idee riformiste più recenti e comunque livevemente condivisibili non ha più nulla. In questo: che referenzialità hanno più esperienze del genere? E con che speranza di credibilità nascono soggetti intrisi del peggior personalismo bottegaio come quelli che germogliano oroora dall’uscita dal PD di soloni che fino ad avantieri hanno espresso continutà con scelte scellerate? Io Fassina me lo ricordo quando si è trattato di votare Napolitano per il premier bis in nome di una “crisi di governo” alla quarta chiama… quando la COSTITUZIONE che tanto difendiamo non mette fretta alcuna a nessuno. Diciamo di voler negare l’austerity ma siamo come eravamo sempre pronti ai diktat economici ed ai ricatti dell’europa. Io non ci credo, scusami… ti sembrerà reducistico ma… lasciatemi qui con la mia bottiglia! (fa molto reduce del VietNam lo so 😛 )

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  2. No no, ora ho capito perfettamente il tuo punto di vista e lo condivido al 200% anche se io, sbagliando (vedi che qualcuno che non conta niente lo ammette!) ho pensato ad una situazione non così drammatica fino a pochi anni fa! Sono troppo giovane per aver avuto esperienza del PCI e del PDS, ho iniziato nei DS e ho finito con il PD… Non è un caso che io non invito nessuno in nessun posto, ma solo a prendersi le proprie idee e portarle fuori… a liberarle da ogni recinto ormai strumento solo di un leader che manco si degna di guardarle! Non è Fassina, né Civati o nessuno di questi che salveranno il paese o la sinistra… Anzi probabilmente nessuno salverà nessuno da niente visto che, a quanto pare, a molti va bene che tutto resti cosi com’è!!

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