Se questa è la Memoria

Facile. È proprio facile alzarsi il 27 Gennaio di ogni anno, postare una foto di Auschwitz o una citazioni di Primo Levi e sentirsi a posto per i restanti 364 giorni dell’anno. Peccato però che questa ricorrenza non sia stata pensata solo per essere il nostro modo di omaggiare i milioni di morti della barbarie nazista verso il popolo ebraico e gli altri gruppi perseguitati, ma anche, se non soprattutto, per mantenere vivo dentro di noi il significato profondo della banalità del male descritta da Hannah Arendt.

Ed è sinceramente sconvolgente e vomitevole che proprio in questi giorni alcuni stati europei stiano introducendo leggi disumane verso i rifugiati e i migranti; vedere la Danimarca introdurre il prelievo forzoso dei beni personali ai profughi ricorda molto da vicino i nazisti che prendevano perfino i denti d’oro da chi perseguitavano. Senza considerare l’abominevole parallelismo tra il clima attuale di odio, diffidenza e paura verso i profughi mediorientali e lo stesso clima che si respirava in molti paesi europei e non verso gli ebrei prima della Seconda Guerra Mondiale.

Proprio per citare la Arendt riporto questo suo fondamentale passaggioÈ anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.”

Cosa ci insegna? E soprattutto come dovremmo allora intendere la giornata della Memoria? Prima di tutto dovremmo spenderci affinché giorno dopo giorno sia il pensiero a vincere sulla paura e sull’odio, solo in questa maniera potremmo inchiodare i populisti di fronte al loro vacuo blaterare e potremo evidenziare quanto pericolosamente la nostra Europa di oggi si stia avvicinando sempre più a quella polveriera degli anni venti e trenta che fu l’incubatore perfetto per i fascismi, per il nazismo e per l’intolleranza razziale, religiosa e sociale. Dobbiamo liberarci da questo male così come l’Armata Rossa liberò Auschwitz per garantirci il diritto di celebrare l’anniversario del 27 Gennaio come il giorno in cui, grazie alla memoria, siamo tornati ad essere liberi e umani.

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