La Non-Logica delle Primarie

Quando mesi fa Giuseppe Civati disse che fare le primarie con il PD a Milano sarebbe stato un massacro e avrebbe solo consegnato la città alla destra, tutti lo derisero. Il Sindaco uscente Pisapia mi mise alla testa della crociata per trovare la candidatura alternativa a Giuseppe Sala, l’uomo di Renzi e di Expo, e ne venne fuori con il nome più in continuità con la sua esperienza, cioè la sue vice Francesca Balzani. Ma in pista c’era già un altro assessore della giunta Pisapia: l’ex capogruppo Majorino.

Ecco dove la non-logica delle primarie “all’italiana” inizia a farsi vedere: candidature spesso sovrapponibili che finiscono per favorire quella che, pur essendo minoritaria, riesce a distinguersi e quindi a compattare il proprio elettorato. Sala ha vinto semplicemente perché gli altri si sono divisi il resto dell’elettorato e poco conta se Majorino ha disturbato la Balzani o viceversa, il fatto storico, quello che resta, è che alle prossime elezioni amministrative milanesi ci saranno 3 candidati con posizioni politiche sovrapponibili. A destra.

E qua il delirio della non-logica prosegue nel dopo elezioni! Se si partecipa alle primarie è scontato che si deve rispettare il risultato, anche se vincesse il demonio in persona! Perché la vera sfida è fare in modo che il demonio non possa partecipare o non possa vincere, non sfidarlo, perdere e poi sfilarsi perché “beh in fondo è il diavolo!”. E allora cari compagni di SEL e di Sinistra Italiana perché vi siete ostinati a credere di poter tenere in vita la creatura della primavera arancione che portò Pisapia a Palazzo Marino nonostante fosse evidente la morte del progetto del 2011?

Dovevamo pensare prima ad una candidatura fuori da quello schema (come lo è quella di Sala), che guardasse a sinistra e che potesse, nuovamente, tramutare Milano nel laboratorio politico del paese. E invece ci troveremo con la capitale economica amministrata da un manager (chiunque vinca) e con un modello di selezione ormai poco credibile e totalmente incentrato sull’endorsement di qualche personaggio nazionale o locale.

Mi spiace doverlo ammettere, ma il modello delle primarie non è compatibile con la politica del nostro paese. O ci teniamo le primarie stile plebiscito o torniamo a fare politica seriamente e scegliamo i nostra rappresentanti in maniera diversa. Per dirla bene: o torniamo a usare la logica o ci accontentiamo di questa non-logica.

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