Libertà di Incoscienza

Lungi da me criticare qualsiasi scelta di lasciare libertà di coscienza ai parlamentari: sono sempre stato un fermo sostenitore del divieto di mandato imperativo e resto quindi energicamente convinto che gli eletti debbano prendere posizione in base alla loro convinzione e non per un’imposizione esterna. Anche se…

Anche se mi piacerebbe vedere più prese di posizioni nette e meno voti segreti. Perché non è difendere la propria opinione il male assoluto, ma è il farlo di nascosto, protetti da un voto che nessuno conoscerà mai, che rende quella libertà un’offesa verso chi è oggetto della votazione stessa. Ecco quindi perché ritengo che la vera violenza sia l’utilizzo spregiudicato della votazione segreta: questo è il male assoluto. Lasciamo, giustamente lo ripeto, libertà di coscienza ai parlamentari, ma obblighiamoli a argomentare il loro voto, a esporsi pubblicamente con le loro opinioni e le loro votazioni e chiamiamoli a fare quello per cui sono eletti, cioè rappresentarci.

Basta pensare a come è nato questo rito per capire quanto sarebbe necessario superarlo! Il voto segreto venne introdotto per “proteggere” i parlamentari del Regno d’Italia dal Re e dal fatto che questi potesse venire offeso dalle loro votazioni. Con il passaggio alla Repubblica e con l’evidente utilizzo della segretezza solo come strumento tattico per manovre di palazzo e giochetti politici scorretti (do you remeber 101?!?) perché continuare a fornire questo alibi a chi viene eletto per decidere in base alla proprio opinione?

Certo, capisco perfettamente la rabbia di chi, sono tra questi, in pochi giorni è passato dall’avere l’appoggio sia del PD che del M5S all’incassare un doppio “bomba libera tutti” che porterà molto probabilmente all’ennesimo fallimento (da molti autpicato) sul tema delle unioni civili, ma credo veramente che finché in questo paese ci si potrà appellare ad una libertà di coscienza in combinazione alla votazione segreta non potremmo definirci una democrazia matura. Il che non ci porta molto lontano dal nostro essere uno Stato ingessato e ultraconservatore, vista la nostra resistenza nell’avanzare, anche se di poco, nel campo dei diritti civili.

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