InPotenza

114227999-4de5c8d6-dd62-412d-88be-115258ef6fd0-thL’immagine di Federica Mogherini che piange di fronte ai giornalisti nel commentare gli attentati di Bruxelles non è, come qualcuno ci dice, un segno di debolezza. No, quello dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea è allo stesso tempo un’esplosione (comprensibile) di emotività umana e il simbolo di come la nostra Unione sia impotente di fronte a queste minacce.

Umanamente non dico niente, perché non credo serva dover “difendere” niente. L’emozione è stata forte, il dolore ha prevalso. Niente da aggiungere, va bene cosi. È normale, può starci. Ma politicamente c’è stato un segnale devastante. Non per le lacrime, non per il dolore e nemmeno per le critiche che sono seguite, ma per il palese fallimento del processo di integrazione comunitaria in termini di sicurezza, collaborazione tra intelligence e lotta al terrorismo. Federica Mogherini guida un Ministero Comunitario che esiste e funziona solo sulla carta, così come la collaborazione in molti altri settori. L’Unione Europea in potenza potrebbe aspirare ad essere una guida mondiale, mentre, in realtà, si scopre impotente di fronte ad attacchi di gruppi terroristici che si infiltrano e crescono al suo interno. E principalmente a causa della sua incapacità di unire le forze e di stabilire le priorità comuni.

Per questo quelle lacrime sono state il simbolo perfetto del paradosso europeo. Ci siamo raccontanti di aver bisogno di una politica estera comune e, di conseguenza, abbiamo creato una figura, Lady PESC appunto, che la dirigesse, salvo poi continuare a muoverci sul palcoscenico mondiale come 28 stati. Altro che cooperazione. Questo meccanismo si è ripetuto in altri settori, per anni e anni, senza che nessuno facesse realmente qualcosa per risolvere la questione di fondo. Prendiamo la sicurezza per esempio: era evidente che una minaccia come quella terroristica necessitasse la creazione di un’unica agenzia di intelligence europea, ma quanto era ed è credibile e fattibile questa opzione? Diciamo che le probabilità, per essere ottimisti, tendono a zero!

La questione migratoria poi è un ulteriore esempio di come l’Unione sia divenuta un condominio rissoso dove conta solo il piccolo e miope interesse di bottega. Non solo manca ogni senso di solidarietà verso chi soffre e fugge da una guerra atroce e sanguinaria, ma non c’è più traccia neppure di quello spirito di amicizia e fratellanza tra popoli e paesi europei che dovrebbe essere alla base del progetto unitario.

Uniamo dunque questi puntini e vediamo che quadro è venuto fuori. Questa Europa è una creatura bellissima (in potenza), che è destinata a sgretolarsi divorata dal suo interno dalla sua impotenza congenita. Inutile dunque criticare Federica Mogherini per le sue lacrime, anch’io ho pianto, ma per l’ennesimo, annunciato, fallimento di un’Europa che sta tradendo ogni suo principio e mancando ogni suo obiettivo.

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